SORELLA ACQUA

(Dott. Marcello Palazzi)


Come preannunciato nel precedente numero, pubblichiamo una seconda parte dell'articolo del dott. Marcello Palazzi sull'acqua, ricordando che il 22 Marzo tutto il mondo ha celebrato la 'Giornata dell'acqua' , un elemento prezioso da cui dipende la vita. La 'Giornata mondiale dell'acqua fu proclamata nel 1993 dalle Nazioni Unite.


II puntata

Le civiltà sono cadute quando sono venute a mancare le risorse d'acqua o queste sono state malamente amministrate. I fiumi furono venerati dagli Egiziani, dai Greci e dai Romani non meno che dai popoli primitivi: ritenuti apportatori di prosperità furono spesso considerati antichissimi re delle regioni che attraversavano. Erano presenti templi e sacerdoti di divinità fluviali; non erano infrequenti giochi in loro onore o offerte di cavalli in Grecia (per es. Achelao) come in Italia ( Clitunno, Numico).
" La scena di una donna o un gruppo di donne che si recano alla fontana, portando i vasi necessari per attingere l'acqua, doveva essere una fra le più comuni immagini di vita quotidiana lungo le strade di Atene" è un soggetto spesso rappresentato dagli artigiani del kerameikos ateniese. L'acqua era sentita come elemento di pertinenza femminile( vedi "L'acqua e le donna ad Atene - Mario Iozzo L'ACQUA DEGLI DEI).
" La centralità dell'acqua ( la parola in etrusco probabilmente ti) nelle manifestazioni del culto in Etruria come altrove, in quanto elemento di purificazione o di libagione, non ha bisogno di essere dimostrata. Al di là del suo uso nella pratica rituale, l'acqua in quanto elemento vitale, scaturigine, sorgente o pozzo, è oggetto essa stessa di venerazione" Adriano Maggiani L'ACQUA DEGLI DEI)
Quello che, al momento, va dimostrato è che una parte dell'acqua non è solvente inerte, ma la sostanza essenziale dei processi biologici, essenziale quindi alla vita. L'acqua è dunque la più importante risorsa naturale per la vita sulla Terra, partecipa a tutte le trasformazioni materiali ed energetiche, e proprio nell'acqua (Brodo Primordiale), si formarono le prime forme di vita sulla nostra Terra. Essendo alla base dell'origine della vita questo l'ha resa indispensabile per tutte le forme viventi sul nostro pianeta.
Ogni organismo vivente è costituito, infatti, in massima parte di acqua. Il corpo umano ne contiene circa per il 65% del suo peso ed un uomo morrebbe in breve tempo se perdesse il 12% dell'acqua presente nel proprio corpo. Un pollo contiene acqua per il 74% per proprio peso, un pomodoro per il 95%. L'acqua ha cominciato a plasmare la forma della terra dal momento stesso della sua comparsa. La pioggia martella il terreno ed erode il suolo, le onde del mare si riversano sulle coste, cesellando gli scogli e trasportando via la terra. I fiumi formano le valli ed i delta alluvionali. I ghiacciai fendono le montagne e solcano le valli. L'acqua non è limitata alle funzioni vitali di sostentamento degli organismi e alla determinazione della morfologia terrestre: l'acqua è un fattore chiave nel condizionamento climatico della Terra, per l'esistenza dell'uomo e per lo sviluppo della civiltà.

L'ACQUA IN GENERALE
La storia dell'acqua sulla Terra, la sua struttura e le proprietà che la rendono adatta a questo ruolo preminente costituiscono uno degli argomenti più affascinanti non solo della fisica, ma anche della biochimica. Gli elementi che ora troviamo sulla Terra erano presenti al momento della Creazione allo stato atomico, ed è probabile che la maggior parte dell'acqua che ricopre il nostro pianeta si sia formato improvvisamente, in una data epoca geologica, dalla ossidazione di grandi masse di idrogeno gassoso. Mentre la massa fusa della Terra lentamente solidificava, il nostro pianeta doveva essere circondato da una nuvola impenetrabile di vapore acqueo. Con il raffreddamento dell'atmosfera il vapore cominciò a condensare e a cadere sulla Terra infuocata per evaporare di nuovo: processo che ha notevolmente accelerato il raffreddamento della superficie terrestre. Quando la temperatura della crosta terrestre scese al di sotto del suo punto di ebollizione, l'acqua cominciò a cadere sulla Terra formando i mari e modificando continuamente l'aspetto del suolo. Ebbe così inizio il grande ciclo dell'acqua che prosegue senza interruzione dal primo diluvio.
Da quando, fra il VII-VI secolo a.C. Talete la identificò come la sostanza primordiale da cui originano tutte le cose; ci vollero più di 2000 anni per dimostrare che l'acqua non era la sostanza elementare, ma un composto chimico-biologico.
L'acqua è una molecola molto semplice, composta di due atomi d'idrogeno ed uno di ossigeno (H2O)
In natura attraverso tre stati fisici di aggregazione: liquido (acqua), solido (ghiaccio) e gassoso (vapore), compie un ciclo continuo: sotto l'azione dell'energia solare e del vento evapora nell'atmosfera dalla superficie delle acque presenti (oceani, mari, fiumi, laghi e suolo) si trasforma in vapore acqueo e, raggiunto il grado di saturazione, si condensa dando luogo a precipitazioni meteoriche (neve, grandine, pioggia, brina e rugiada) che la restituiscono alla terra; di essa parte resta in superficie andando nuovamente ad alimentare le acque superficiali (fiumi, mari, laghi) e parte, attraverso pori e spaccature delle rocce, scende in zone più o meno profonde dove, arrestata dall'incontro di terreni impermeabili, scorre con leggi analoghe a quelle delle acque superficiali, finché ritorna in superficie, per via naturale (sorgenti) o per richiamo artificiale (pozzi e gallerie), da qui ricomincia il ciclo.
Non tutta l'acqua che arriva al suolo ritorna in circolazione perché una certa porzione reagisce chimicamente con altre sostanze e non ricompare come acqua finché nuovi processi geochimici non la liberano dai minerali e dalle sostanze con cui è combinata; la perdita è compensata dall'acqua di nuova formazione che si origina nelle grandi profondità per combinazione di idrogeno ed ossigeno ad alta temperatura (acqua giovanile). Nel compiersi di tutto il ciclo idrologico l'acqua viene a contatto con sostanze solide (soprattutto sali), liquide e gassose che in parte essa dissolve o porta in sospensione.

(per Sandra: si potrebbe chiudere questa puntata a questo punto. Secondo le necessità di spazio però si può proseguire o tagliare prima)

L'ACQUA : CARATTERISTICHE CHIMICO-FISICHE
Per molto tempo l'acqua fu considerata come un elemento; Cavendich (1781) e Lavoisier ( 1783) ne stabilirono per primi la composizione ed il metodo di sintesi. L'acqua si forma per azione dell'idrogeno sui composti ossigenati( ossido di rame ecc.), per combustione dell'idrogeno o di composti contenenti idrogeno ecc; ma normalmente non si prepara mai per mezzo delle sue numerose reazioni di sintesi, data la diffusione con cui si presenta in natura in tutti e tre gli stati di aggregazione (solido, liquido e gassoso) che rappresentano anche le varie fasi di un ciclo chiuso a cui l'acqua è sottoposta per azione del calore solare.
L'acqua è una molecola molto semplice, composta di due atomi d'idrogeno ed uno d'ossigeno(H2O). Ha una struttura a forma di V con una disposizione degli atomi di tipo H\0/H.

Nelle normali condizioni di pressione e temperatura l'acqua si presenta sotto forma di un liquido limpido, incolore, inodore, insapore, incolore in strato sottile, ma che appare colorata in azzurro se osservata in spessore di qualche metro, causa il suo potere assorbente verso le radiazioni complementari di questo colore.
Le principali costanti fisiche dell'acqua sono:
Punto di fusione 0.00 °C
Punto d'ebollizione 100 °C
Peso specifico a 0 °C 0.999868 gr/cmc
Peso specifico a 4 °C 1.000000 gr/cmc (ragione per cui sotto le calotte polari non c'è ghiaccio ma acqua liquida)
Peso specifico del ghiaccio a 0 °C 0.91168 gr/cmc (ragione per cui il ghiaccio galleggia sull'acqua)
Temperatura critica 374 °C
Pressione critica 217.7 atm.
Conducibilità elettrica a 18 °C 3.8.10-8 ohm cm.

ACQUE NATURALI
La composizione chimica delle acque naturali dipende dalla natura dei terreni da cui sgorgano o dove sono raccolte e fra i numerosissimi elementi chimici che possono essere presenti oltre l'idrogeno e l'ossigeno sono: cloro, bromo, carbonio, fosforo, azoto, boro, arsenico, sodio, potassio, litio, calcio, stronzio, bario, magnesio, ferro, manganese, alluminio, silicio, zolfo, iodio, argento.
Le più importanti caratteristiche chimiche e fisiche delle acque naturali dalle quali dipendono poi il loro impiego, sono:
- Acidità( presenza di acidi disciolti),
- Durezza(presenza di sali di calcio e magnesio),
- Odore (deriva dai gas disciolti soprattutto l'idrogeno solforato-S-Albino),
- Residuo fisso o salinità (peso di sostanze contenute in un litro d'acqua),
- Sapore( secondo le sostanze disciolte può essere salata, dolce, acida ed amara).
- Temperatura (dipende dalla condizione termica del suolo e dell'aria con cui l'acqua è a contatto)
- Torbidità (prodotta da sostanze in sospensione come quelle argillose o idrossidi di ferro).



APPROVVIGIONAMENTO IDRICO
L'uomo è sempre vissuto in stretta dipendenza con le fonti d'acqua: tutte le civiltà hanno visto il suo nascere in aree dove questa risorsa vitale era disponibile.
Le risorse d'acqua, sul nostro pianeta, sono costituite da oceani, mari interni, calotte polari, ghiacciai, acque sotterranee, fiumi e laghi. L'intero volume d'acqua presente sulla Terra è valutato in circa un miliardo e mezzi di chilometri cubi. La maggior parte (97.5%) è sotto forma d'acqua salata e costituisce gli oceani ed i mari; la restante, il 2.5 %, pari a circa 38 milioni di chilometri cubi, è acqua dolce. Di quest'ultima il 68.9 % è costituita da ghiacciai permanenti (calotte polari), il 29.9% è imprigionata nel sottosuolo, lo 0.3 % è localizzata nei laghi e nei fiumi, pertanto l'acqua disponibile corrisponde allo 0.008 % della totale e quindi circa un milione di chilometri cubi. Inoltre a causa della sua irregolare distribuzione sulla superficie terrestre, inversamente proporzionale ai bisogni ed al suo utilizzo sulla terra, che s'intreccia con l'altrettanta irregolare distribuzione della popolazione umana, ha una disponibilità locale estremamente variabile da zona a zona.
Le più importanti riserve sono rappresentate dai bacini del Siberia, i grandi laghi del Nord America, i laghi Tanganica e Vittoria in Africa, i sistemi fluviali più importanti come il Rio delle Amazzoni, il Gange, ed il Bramaputra, la Congo, Orinoco: la loro localizzazione è spesso distante dai centri urbani ed il costo oneroso per il suo trasporto rende quest'acqua inutilizzabile ed incapace di soddisfare la domanda.
Il problema dell'approvvigionamento idrico è maggiore là dove l'incremento demografico dimostra crescita esponenziale: Africa, Asia, America meridionale. Si calcola che più di un miliardo di persone non ha acqua per uso domestico e che un miliardo e 700 milioni di persone non possiede neppure il minimo dei servizi igienico-sanitari. Forse ci siamo resi conto con gran ritardo che il problema idrico può raggiungere dati preoccupanti, considerando che le risorse idriche si sono ridotte del 40% nell'ultimo trentennio e che, quando la popolazione mondiale raggiungerà gli 8 miliardi d'abitanti, tanti le stime ne prevedono intorno al 2020, per un terzo di loro non sarà disponibile nemmeno un litro. La carenza idrica comporta grevissimi problemi alle popolazioni. Essa è uno dei primi responsabili della morte ogni anno di milioni di bambini ed è anche una probabile causa di tensioni tra paesi che si trovano in aree a " rischio" come alcune in Africa o nel Medio Oriente. Anche i fenomeni più recenti , come il cambiamento climatico, avranno ripercussioni sulla disponibilità idrica, causando diminuzioni delle precipitazioni nelle regioni aride, un cambiamento di portata dei fiumi nelle regioni fredde con aumento di 2-3 volte maggiore dell'attuale in inverno e diminuzione del 20-30% in primavera ed estate.
Ormai è consolidato che l'approvvigionamento idrico assume importanza primaria per l'umanità rappresentando un vincolo per lo sviluppo economico e la qualità della vita.
L'uomo utilizza l'acqua per irrigazione agricola(73% del totale), per uso industriale(21%) e, in maniera più limitata, per uso urbano o, in generale, domestico(6%). Questa ripartizione varia ovviamente da un paese all'altro; nei paesi più sviluppati ad esempio le attività industriali assorbono oltre il 40% del totale dell'acqua utilizzata, mentre nei paesi poveri l'acqua serve soprattutto per irrigare i campi. La richiesta complessiva è in continua crescita. Una valutazione UNEP ritiene che vi sia un incremento progressivo medio annuo di circa 6% per anno e che oggi siamo vicini ad una cifra complessiva di 4000 chilometri cubi d'acqua utilizzata dall'uomo.
. Il rischio per l'approvvigionamento idrico è rappresentato da:
- mancato rinnovo
- rischio d'esaurimento
- perdita delle caratteristiche chimico-fisiche che rendono l'acqua indispensabile alla vita.
Il legislatore si è fatto carico di questo rischio e nell'ultimo ventennio sono state prodotte, anche se ancora solo in parte applicate, le norme a salvaguardia di questa risorsa energetica. Il vecchio sistema normativo applicava il principio della salubrità delle acque fondandosi sul giudizio di "accettabilità", tratto da testi universitari di igiene; da questo siamo passati ad una normativa moderna, che trova esecuzione con la normativa CCE 80/778 del luglio 1980 ma recepita con decreto presidenziale della Repubblica 24 Maggio 1988 n. 236 e nella quale viene introdotta la definizione di " Acqua destinata al consumo umano" che va a sostituire quella di "acque potabili". La definizione è poi integrata dalla Direttiva della Comunità Europea n. 83 del 3 novembre 1998, dove oltre alla definizione del requisito di "qualità " si stabiliscono gli standard qualitativi e si individuano le responsabilità.
Il controllo sulla conformità delle acque ai requisiti richiesti dalla direttiva CCE 80/778 è affidato agli Stati membri. La direttiva contiene tre allegati nei quali sono individuati 62 parametri suddivisi a loro volta in 6 categorie:
- organolettici
- chimico-fisici
- sostanze indesiderabili
- sostanze tossiche
- microbiologici
- la concentrazione minima richiesta per le acque sottoposte a trattamento di addolcimento.
Le concentrazioni d'alcuni parametri sono date da V.G.( valori guida) a cui gli Stati membri possono ispirarsi per fissare gli standard nazionali, per altri è espressamente richiesta la concentrazione Massima Ammissibile(C.M.A) e la concentrazione Minima Minima Richiesta(C.M.R.). Negli allegati sono inoltre previste modalità e frequenze di campionamenti e analisi, nonché i metodi analitici.
La scelta di utilizzare acque anche potenzialmente inquinate, per uso potabile, è stata in parte dettata dalla domanda crescente; dall'altra la certezza data dai tecnici che i sistemi di trattamento ( filtrazione e clorazione) fossero sufficienti ad eliminare qualsiasi pericolo per la salute umana. Lo sviluppo tecnologico e l'evoluzione scientifica dimostrano che qualsiasi trattamento di potabilizzazione ha dei limiti: perché da questo possono nascere nuove forme d'inquinamento, e poi perché non è eliminato sufficientemente il rischio presente.
Il trattamento di disinfestazione, maggiormente utilizzato negli impianti di distribuzione delle acque potabili, è quello fatto con composti clorati. Questa procedura si è rivelata un utile strumento per ridurre la diffusione dei patogeni nell'acqua da bere, tuttavia ha introdotto altri tipi di rischio, tra cui quello tossicologico dovuto alla formazione di sottoprodotti (byproducts). Questi elementi chimici possiedono spesso caratteristiche tossico-mutagene; inoltre il trattamento a cloro si è dimostrato inattivo o inefficiente per alcune specie microbiche.
Sempre più spesso negli ultimi anni si stanno evidenziando contaminazioni microbiologiche non determinate da contatti con inquinanti principalmente fecali, ma dalle condizioni delle reti di distribuzione. Il fenomeno è riconducibile a:
- vivificazione e crescita di organismi che sono, seppure stressati, passati attraverso la barriera della potabilizzazione;
- rilascio di microrganismi che hanno colonizzato il biofilm adeso alle condutture.

POTABILITA' DELL'ACQUA
Per poter essere destinata agli usi alimentari e domestici un'acqua deve rispondere a determinati requisiti di purezza oltre che a quelli organolettici, chimici e fisici; così essa non deve contenere affatto o quasi batteri ed essere in ogni modo priva di germi patogeni che la renderebbero facile veicolo di malattie epidemiche sia batteriche sia parassitarie ( colera, tifo, anchilistomiasi, teniasi ecc). Pertanto per giudicare della potabilità di un'acqua occorre sottoporla ad analisi fisica, chimica, batterilogica, organolettica; spesso anche procedere allo studio della natura e caratteristiche del terreno ove l'acqua scorre. L'acqua potabile deve essere limpida, incolore, di sapore gradevole( conferitole dai sali e dai gas disciolti), inodore, avere temperatura né troppo bassa né troppo alta, e possibilmente costante ( tra i 6 e i 14°C). L'esame chimico deve ricercare:
-sostanze organiche, sali ammoniacali, nitriti, nitrati, cloruri, fosfati ecc., che, se presenti, servono ad indicare la possibilità di contaminazione dovuta ad infiltrazioni di rifiuti animali;
-sostanze minerali che, se presenti in quantità troppo grandi, possono rendere l'acqua poco gradevole o poco adatta alle funzioni del ricambio;
-sostanze di per se stesse dannose.
I valori limiti ( da intendere in senso non assoluto) di solito assunti quale criterio di potabilità di un'acqua sono i seguenti:
- Residuo fisso a 110°C 0.1-0.6 gr/litro
- Sostanze organiche (espresse come ossigeno per la loro ossidazione 0.0035 gr/litro
- Ammoniaca e nitriti assenti "
* Nitrati (N2O5) 0.004 "
* Cloro 0.002-0.035 "
* Acido solforico(SO3 ) 0.002-0.01 "
* Acido fosforico (P2O5) 0.003 "
* Ferro 0.0005 "
* Rapporto Ca : Mg 3 : 1
* Rapporto O2 : CO2 1 : 3
* Anidride carbonica 10-245 cm3/litro
* Ossigeno 3-8 "
* Azoto 7-17 "
L'esame batteriologico deve:
* stabilire il numero di batteri contenuti in un'acqua mediante conteggio in terreno di cultura di gelatina e di agar;
* ricercare i microbi patogeni ( vibrione colerico, bacillo del tifo e del paratifo, bacilli dissenterici);
* ricercare germi di per sé innocui ma indice d'inquinamento da parte di materie fecali ( colibacillo, streptococco fecale, bacilli anaerebici sporigeni).
Anche per l'esame batteriologico non si hanno limiti assoluto ; di solito si consigliano accettabili i seguenti:
* Numero totale delle colonie su gelatina per cm3 non oltre 500
di cui fondenti,cromogene, ifomicetiche per " non oltre 50
* Numero totale delle colonie su agar per " non oltre 50
* Colibacilli, tipo fecale per litro non oltre 50
* Streptococchi fecali per " non oltre 50
* Anaerobi sporigeni per " non oltre 50
* Assenza totale di microbi patogeni, di uova di vermi e di cisti protozoariche.

DEPURAZIONE E CORREZIONE DELLE ACQUE
Non sempre le acque a disposizione per uso potabile presentano tutti i necessari requisiti richiesti per cui, prima di essere immesse nell'uso, devono essere sottoposte a speciali trattamenti che ne migliorino le caratteristiche chimiche, fisiche, organolettiche e che le rendano batteriologicamente pure. Tali trattamenti, che si fanno generalmente in impianti centrali, comprendono operazioni di chiarificazione, filtrazione, sterilizzazione e solo più raramente operazioni tendenti ad eliminare l'eccessiva quantità di sali di ferro di calcio o di magnesio e cattivi odori.
La chiarificazione è eseguita lasciando riposare l'acqua in grandi bacini di sedimentazione; per accelerare la sedimentazione delle sostanze in sospensione si possono aggiungere sostanze coagulanti (solfato d'alluminio, solfato ferroso ecc.) la cui azione è dovuta al formarsi d'idrato di alluminio o di ferro ecc. sotto forma gelatinosa, che si separano piuttosto rapidamente trascinando le impurezze sospese.
La filtrazione si fa mediante passaggio dell'acqua attraverso letti di granuli di sabbia o di carbone nei quali si depositano, durante il flusso dell'acqua, le particelle di sostanze in sospensione.Queste formano una membrana melmosa che facilitano l'arresto delle impurezze batteriche (fino al 99%). Per piccoli quantitativi d'acqua si usano anche candele filtranti.
Raramente per le acque potabili si ricorre all'eliminazione dei sali di ferro e di calcio e magnesio, cosa che si fa per lo più per le acque usate nelle industrie.
La distruzione dei germi patogeni si può ottenere con mezzi chimici o fisici. Nel primo caso si aggiungono all'acqua sostanze( ozono, cloro gassoso o composti clorurati come gli ipocloriti ( "varechina", le clorammine ecc.) dotate d'azione ossidante, capaci cioè di produrre ossigeno che distrugge le sostanze organiche presenti e quindi anche gli eventuali microbi. L'uso d'ipoclorito di sodio e di calcio in eccesso, anche piccolo, può dare all'acqua odore e sapore sgradevole: si provvede allora alla declorazione dell'acqua mediante trattamento con carboni attivi.
Per la sterilizzazione si impiegano oggi anche le proprietà antibiotiche di metalli pesanti (argento, rame ecc.) Il mezzo fisico di sterilizzazione più usato è l'ebollizione dell'acqua; ma questa ha l'inconveniente di eliminare i gas disciolti ed intorbidire l'acqua per la precipitazione di carbonato di calcio con conseguente alterazione del suo sapore e della sua digeribilità.
Si può anche sfruttare l'azione microbicida delle radiazioni ultraviolette facendo passare l'acqua da depurare davanti a lampade a vapori di mercurio che emanano una luce ricca di radiazioni ultraviolette, o immergendo queste lampade nell'acqua.


ACQUE MINERALI
Non vi è accordo sulla definizione d'acque minerali:
Secondo alcuni sono tali quelle che hanno un residuo fisso superiore a 1 per mille, secondo altri sono acque di sorgente che hanno, o si presume abbiano, virtù terapeutiche sia che siano usate per bevande, sia per bagni. Una classificazione chimica delle acque minerali italiane è quella di Marotta e Sica, che prende come criterio sia la quantità di residuo fisso ( a 180°C), sia la natura chimica dei sali in essa disciolti. In base al primo criterio le acque si distinguono in:
* oligo-minerali (residuo fisso non superiore a 0.2 gr°/°°)
* medio- minerali (residuo fisso superiore a 0.2 e inferiore a 1 gr°/°° )
* minerali (residuo fisso superiore a 1 gr°/°°)
In base alla natura dei sali si distinguono in:
SALSE:

1) Salse
2) Salso-solfato-alcasline
3) Salso-solfato-alcalinoterrose
4) Salso-bromo-iodiche
5) Salso-iodiche-solfato-alcaline
6) Salso-iodiche-alcalinoterrose

SOLFUREE(la presenza d'idrogeno solforato conferisce a queste acque un caratteristico, sgradevole odore d'uova marce):
1) Sofuree
2) Sulfuree-bicarbonato
3) Sulfuree-salse
4) Sulfuree-salso-bromo-iodiche
5) Sulfuree-salso-solfato-alcaline
6) Sulfuree-solfato-alcaline

ARSENICALI
1) Arsenicati
2) Arsenicali-ferriginose

BICARBONATE
1) Bicarbonato-alcaline
2) Bicarbonato-alcaline-bromo-iodiche
3) Bicarbonato-alcaline-terrose
4) Bicarbonato-solfato-alcaline
5) Bicarbonato-solfato-alcalinoterrose

SOLFATE
1) Sofato-alcaline
2) Solfato-alcalinoterrose

Le acque salse che contengono principalmente solfati di sodio e di magnesio con cloruri vari si dicono amare per il loro sapore. Le acque bicarbonate che contengono notevole quantità di sali di ferro ( sotto forma di bicarbonato) prendono il nome particolare d'acque ferruginose perché spesso venendo all'aria libera perdono anidride carbonica e lasciano precipitare ossidi di ferro, di colore rosso. Si chiamano acque minerali artificiali, alcune imitazioni d'acque minerali naturali ottenute sciogliendo in acqua pura i diversi sali in proporzione simile a quella risultante dall'analisi della corrispondente acqua minerale naturale e poi gassando: i sali di cui ci si serve possono anche essere ottenuti evaporando acque minerali naturali.
La gassatura si ottiene aggiungendo un acido organico, normalmente il tartarico, il quale forma tartrato di sodio e sposta l'anidride carbonica che si sviluppa saturando il liquido cui conferisce sapore frizzante e gradevole (idrolitina).



L'INQUINAMENTO
L'acqua compie un ciclo importantissimo per l'intera biofera, nella quale raccoglie sali e sostanze organiche, è assorbita dagli apparati radicali delle piante, è portata per capillarità nei tessuti delle piante stesse e giunge poi agli altri esseri viventi ed alla specie umana. Purtroppo, questo preziosissimo componente delle vita sta subendo fenomeni di degradazione tali che la salvaguardia della sua qualità è ormai un grave problema. A causare la degradazione è soprattutto l'inquinamento da parte dell'uomo. Quando l'impatto umano non raggiunge determinati livelli critici, le capacità di autodepurazione dei fiumi, dei laghi, dei mari riescono a superare positivamente gli effetti dell'impatto stesso; quando però la dimensione dell'impatto è tale da non poter essere recuperata dal sistema, l'inquinamento diviene, purtroppo, una drammatica realtà. L'inquinamento delle acque è esploso in conseguenza dell'aumento della popolazione, della sua concentrazione urbana e della crescente produzione industriale.
In acqua finiscono gli scarti, i rifiuti, le emissioni di tantissime attività domestiche, agricole, industriali, artigianali. Attraverso i vari scarichi, l'acqua riceve e trasporta quotidianamente liquami, sostanze eutrofizzanti ( nitrati e fosfati da concimi chimici e detersivi) prodotti chimici organici (fitofarmaci, tensioattivi, oli minerali, idrocarburi), sostanza chimiche inorganiche (sali, acidi, metalli tossici, solventi), sostanze radioattive (da laboratori, industrie e reattori nucleari); essa è sottoposta ad incrementi di temperatura dovuti alle acque utilizzate per raffreddamento d'impianti termici. Tutto ciò provoca inquinamento di tipo chimico, con effetti che si ripercuotono lungo le catene alimentari e con fenomeni di eutrofizzazione, inquinamento di tipo fisico dovuto al calore delle particelle in sospensione, inquinamento di tipo biologico, con diffusione di organismi patogeni quali batteri, virus, parassiti vari e inquinamento di tipo radioattivo.
Le responsabilità non spettano soltanto all'industria e all'agricoltura: Tutti quanti noi, sebbene in misura diversa, contribuiamo a questa triste e pericolosa opera. Per limitarsi ad alcuni esempi si può ricordare che da attività di lavanderie e tintorie sono immessi detersivi, tensioattivi, composti organo-alogenati utilizzati come candeggianti, solventi e clorurati( quali la trielina utilizzata come smacchiatore), da attività di distributori di benzina, metalli tossici ( piombo, zinco, rame, nichel, cadmio), oli minerali ed idrocarburi aromatici; dalle officine meccaniche, a causa delle operazioni di verniciatura, cromo esavalente, piombo, cianuri, solventi clorurati ed anche qui oli minerali, idrocarburi, acidi inorganici da laboratori fotografici, metalli, ammoniaca, solfati, acidi. Persino la pioggia porta con sé, nei torrenti e nei fiumi, metalli tossici ed idrocarburi raccolti durante lo scorrimento sulle superfici stradali.
Per fortuna non siamo all'anno zero ed alcuni rimedi, anche se parziali e insufficienti, hanno cominciato ad essere adottati come leggi e normative tendenti a ridurre le quantità di prodotti inquinanti ed imporre l'obbligo di costruzione d'impianti di depurazione.


L'ACQUA OGGI
Oggi un miliardo e cento milioni di persone, più o meno un sesto della popolazione mondiale, non hanno accesso ad acqua sicura e 2 miliardi e 400 milioni, ossia il 40 per cento della popolazione del pianeta, non hanno impianti igienici adeguati. Ogni giorno, circa 6.000 bambini muoiono per malattie causate da acqua inquinata, da impianti sanitari e da livelli di igiene inadeguati: come se 20 jumbo jet si schiantassero ogni giorno. Si stima che acqua non potabile e impianti igienici inadeguati siano all'origine dell'80 % di tutte le malattie presenti nel mondo in via di sviluppo. Donne e bambine tendono a soffrire maggiormente a causa della mancanza d'impianti igienici. Lo sciacquone del gabinetto in un paese occidentale impiega una quantità acqua equivalente a quella che, nel mondo invia di sviluppo, una persona media impiega per lavare, bere, pulire e cucinare nell'arco di un'intera giornata. Nel corso del secolo scorso l'uso dell'acqua è aumentato del doppio rispetto al tasso di crescita della popolazione. Il Medio Oriente, il Nord Africa e l'Asia meridionale soffrono di carenze idriche croniche. Nei Paesi in via di sviluppo fino al 90 % delle acque reflue è scaricato senza subire alcun genere di trattamento. Il pompaggio intensivo delle acque sotterranee per ricavare acqua da bere e per l'irrigazione ha fatto sì che in numerose regioni i livelli dell'acqua siano diminuiti di decine di metri, costringendo le persone a bere acqua di qualità scadente. Nei Paesi in via di sviluppo le perdite d'acqua causate da dispersioni, allacci illegali e sprechi ammontano a circa il 50 % dell'acqua da bere e al 60 % dell'acqua irrigua. Nel corso degli anni 90' le inondazioni hanno interessato più del 75 % di tutte le persone colpite da disastri naturali, causando più del 33 % del totale dei costi stimati per i disastri naturali.

IL BUSSINESS ACQUA
Il 35% dell'intera popolazione beve acqua imbottigliata, benché non sempre sia di qualità superiore rispetto all'acqua del rubinetto. Oltre 30 miliardi di euro sono stati fatturati a livello mondiale nel 2002 ed il business aumenta con tassi del 10% annuo. Mentre negli anni settanta si imbottigliavano nel mondo solo un miliardo di litri d'acqua, trenta anni più tardi i litri erano già 22.3 miliardi Il mercato a lungo formato da molti piccoli fornitori regionali, sta subendo un processo di concentrazione. Con una quota mercato del 16% Neslè è il numero uno mondiale, davanti a Danone e Coca Cola. Se 1.5 miliardi di persone nei paesi del terzo mondo non possono accedere ad acqua potabile pulita, le grandi multinazionali vedono in quel mercato una potenziale crescita enorme. Nella società contemporanea, l'acqua, in sostanza, è diventato un prodotto: dovrebbe perciò essere alla stregua di un manufatto che richiede manutenzione ed investimento di capitali per l'espansione ed il miglioramento. Essa è anche un capitale preso in prestito che deve essere restituito in condizioni tali da poter essere riutilizzato. Se non ci si convince di questa verità, forze veramente un giorno verrà a scarseggiare.

L'ACQUA NEL FUTURO
Per il futuro l'uomo ha molte possibilità di sfruttare le risorse idriche per la risoluzione dei problemi relativi all'acqua. Molti enti locali e nazionali ed organizzazioni internazionali quali la Food and Agricoltural Organization (FAO) e la Word Health Organization (WHO) e la Word Mtereolgigal Organization(WMO) sono attivamente impegnati in ricerche di idrologia che hanno come tema centrale il ciclo idrologico. Già nel lontano 1965 l'UNESCO lanciò il programma del Decennio Mondiale di idrogeologia cui aderirono più di 100 paesi. "E' prevedibile che tra qualche anno le guerre non si combatteranno più per il petrolio, ma per l'acqua. La mancanza di un'azione potrebbe danneggiare la Terra in modo irreversibile, innescando una spirale crescente di fame, privazioni, malattie e squallore". Queste allarmate parole sono di Kofi Annan, segretario generale dell'Onu e risalgono a dodici anni fa. In questi dodici anni la situazione, però, è già peggiorata e l'acqua è diventata tema di controversia politica ed economica. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite in considerazione che l'acqua si fa sempre più rara e per un suo migliore utilizzo ed una migliore ripartizione ha proclamato l'anno 2003 "Anno internazionale dell'acqua". Si riporta di seguito il messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite (2003)
L'Anno Internazionale dell'Acqua (2003), proclamato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, giunge in un momento cruciale. Nel 2000, infatti, in occasione del Vertice del Millennio, i leader mondiali concordarono di dimezzare, entro il 2015, la percentuale di persone che non sono in grado di raggiungere, o non possono permettersi, acqua potabile di provenienza sicura. E in occasione del Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg svoltosi lo scorso anno, è stato adottato un obiettivo abbinato: l'impegno a dimezzare la percentuale di persone che non dispongono di un accesso agli impianti fognari, sempre entro il 2015. Nel caso in cui non riuscissimo a raggiungere questi obiettivi avremmo di fronte delle gravi conseguenze: la persistenza e la diffusione di malattie mortali; danni ulteriori all'ambiente globale; minacce alla sicurezza alimentare e alla stabilità stessa. E anche se i problemi idrici sono più acuti nel mondo in via di sviluppo, le nazioni industrializzate sono a propria volta a rischio. Il mondo ha bisogno di accrescere la propria capacità di amministrazione delle risorse idriche. Abbiamo bisogno di un'irrigazione più efficiente, di un'agricoltura e di un'industria meno tossiche, e di nuovi investimenti nelle infrastrutture e nei servizi idrici. E abbiamo bisogno di liberare le donne e le bambine da quel fardello quotidiano che consiste nel coprire lunghe distanze alla ricerca di acqua - tempo e sforzi che potrebbero essere meglio impiegati nell'educazione e nella costruzione di esistenze migliori per loro stesse, per le loro famiglie e per le loro comunità. L'Anno Internazionale dell'Acqua dovrebbe mobilitare il pianeta dietro questi obiettivi creando consapevolezza, generando nuove idee e strategie, e favorendo la partecipazione, la collaborazione e il dialogo pacifico. Mettiamo in comune i nostri sforzi; utilizziamo le conoscenze e le tecnologie a nostra disposizione; e facciamo del nostro meglio per tutelare le preziose risorse d'acqua dolce del pianeta - la nostra ancora di salvezza per la sopravvivenza e lo sviluppo sostenibile nel 21° secolo."( Kofi A. Annan)

"L'acqua è probabilmente l'unica risorsa naturale che interessa tutti gli aspetti della civiltà umana; dallo sviluppo agricolo e industriale ai valori culturali e religiosi radicati nella società." - (Koichiro Matsuura Direttore Generale, UNESCO)

Se gli attuali modelli di consumo resteranno invariati, entro
L'anno 2025 due persone su tre sulla terra vivranno in condizioni di tensioni idriche con moderate o gravi carenze d'acqua.

Sono stati fatti un certo numero di tentativi per modificare il naturale svolgersi del ciclo idrologico, senza però sbilanciarne gli equilibri e provocare gravi conseguenze. Questi tentativi potranno essere un giorno utilmente impiegati su vasta scala per il bene dell'umanità.Vale qui la pena di ricordarne alcuni:
-controllo delle precipitazioni
-l'eliminazione dell'evaporazione
-il rifornimento delle acque sotterranee.
-addolcimento delle acque salmastre.
E' possibile aumentare artificialmente la quantità dell'acqua di precipitazione disperdendo tra le nuvole del materiale che provochi la cosiddetta "nucleazione", o formazione di nuclei (condensazione, deposizione di ghiaccio o congelamento) del vapore acque nell'atmosfera. La caduta di neve o di pioggia può essere provocata dalla presenza di piccoli cristalli di ghiaccio in nuvole sottoraffreddate (teoria di Wegener-Findeisen-Bergeron) o dalla presenza di goccioline d'acqua relativamente grosse(processo di coalescenza). Certe nuvole danno luogo a scarse precipitazioni o non ne danno affatto, perché mancano di questi componenti. Si può ovviare a questa seminando artificialmente le nuvole con ghiaccio secco o con ioduro d'argento per provocare la formazione di cristalli di ghiaccio, oppure introducendo gocce d'acqua o grossi nuclei igroscopici. Questa semina ha efficacia solamente in condizioni particolari di rilievo orografico o quando sia fatta in zone temporalesche dove i nuclei non siano sufficientemente numerosi da provocare la pioggia secondo il processo naturale.
Sono attualmente allo studio progetti più ambiziosi con i quali si vogliono eliminare i cicloni e disperdere l'enorme energia in essi concentrata, seminando le nuvole o persino provocando delle esplosioni nucleari.
Su scala locale più ristretta, eliminazione dell'evaporazione e la ricostituzione delle riserve d'acqua sotterranea si sono dimostrati metodi di grande efficacia in molti casi. Si sono studiati vari metodi per eliminare l'evaporazione e conservare le quantità d'acqua disponibili. La pratica corrente consiste nel disperdere sulla superficie dell'acqua uno strato monomolecolare che ostacoli la fuoriuscita delle molecole d'acqua, ritardando così l'evaporazione. Nel 1952 questa idea trovò per la prima volta pratica applicazione in alcuni bacini idrici dell'Australia. La riduzione dell'evaporazione ottenibile con questo metodo può variare all'incirca dal 10 al 40% ed oltre, a seconda delle condizioni.
Vari sono i metodi della ricostituzione delle acque sotterranee. Il primo metodo, in uso in California sin dal 1890, è quello della "diffusione dei canali" mediante il quale si fa deviare l'acqua superficiale in eccesso in fossi aperti in rocce permeabili sì da aumentarne la rapidità di infiltrazione. Questo metodo, tuttavia, è stato per lo più rimpiazzato da quello detto della "diffusione dei bacini". E' questo il sistema più efficace per la rigenerazione delle riserve, dal momento che si presta ad una diffusione prolungata di grandi quantità d'acqua. Nella contea di Los Angeles, in California, la velocità d'infiltrazione combinata di una ventina di zone di diffusione è di circa 60.000 litri il secondo. Anche la ricarica per mezzo di pozzi ghiaiosi in disuso o appositamente costruiti si è dimostrata efficace per progetti su scala limitata, specialmente dove siano disponibili delle acque che non abbiano sedimenti in sospensione o dove si abbiano rocce impermeabili in superficie.
"La condizione dei poveri del pianeta non potrà essere alleviata senza che venga affrontata la qualità delle risorse di base dalle quali essi dipendono terra e acqua. Il miglioramento dell'impiego dell'acqua è fondamentale per tutte le altre dimensioni dello sviluppo sostenibile." - (Nitin Desai, Segretario Generale del Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile)

Per spronare all'azione e guidare il cammino sono stati fissati numerosi importanti obiettivi. I leader mondiali riunitisi in occasione del Vertice del Millennio delle Nazioni Unite hanno concordato di dimezzare entro il 2015 la percentuale di persone che non dispone di accesso all'acqua sicura da bere. In occasione del Vertice di Johannesburg del 2002, inoltre, essi hanno riaffermato tale impegno e aggiunto un ulteriore obiettivo, quello di dimezzare entro il medesimo anno la percentuale di persone che non ha accesso agli impianti igienici di base. Essi hanno inoltre concordato di sviluppare, a cominciare dal 2005, piani nazionali di gestione e rendimento idrici.( Il 22 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dell'Acqua, proclamata nel 1993 dall'Assemblea delle Nazioni Unite per contribuire alla riflessione sull'importanza dell'acqua e sulla difesa di una gestione sostenibile di tale risorsa).

Raggiungere questi obiettivi rappresenta uno sforzo enorme,
che richiede risorse ingenti e un'azione coordinata, non soltanto da parte dei governi ma anche da parte delle persone che fanno uso dell'acqua e di quanti investono su questa risorsa preziosa, specialmente a livello nazionale. Le iniziative necessarie comprendono:

-Modificare i comportamenti nell'impiego dell'acqua e per quanto riguarda l'igiene;
-Mobilitare le risorse e la partecipazione delle comunità, in particolare dei gruppi femminili;
-Stabilire degli obiettivi e dei piani nazionali per generare investimenti;
-Realizzare delle politiche e dei quadri normativi per la gestione delle acque che prendano in considerazione tanto le esigenze della sanità pubblica quanto quelle degli ecosistemi;
-Creare delle partnership fra le imprese private, i donatori bilaterali, le agenzie per lo sviluppo, le banche, la società civile e le comunità locali.

Ci sono notizie incoraggianti. A Johannesburg, per esempio, sono state annunciate da governi, agenzie internazionali e banche, da organizzazioni non governative e dal settore privato più di venti iniziative di collaborazione sull'acqua e sugli impianti igienici che impegneranno risorse superiori al miliardo di dollari. Adesso è importante mantenere l'attuale slancio, in modo da raggiungere gli obiettivi e fare uso migliore delle risorse idriche.

CONCLUSIONI
Concludendo si deve ricordare che nessuna attività produttiva o meno può prescindere dall'uso dell'acqua: La stessa vita del pianeta è strettamente collegata alla disponibilità d'acqua ed alle qualità della stessa: è questa la grande e difficile scommessa del futuro del genere umano, che deve poter sviluppare le sue necessità ma con grande rispetto per la Natura che lo circonda. Si auspica pertanto che tutte le nazioni del mondo cooperino al fine di studiare le acque della Terra, essendo ormai dimostrato che il progresso delle condizioni di vita dell'uomo potrà dipendere dalla sua capacità di risolvere i problemi connessi all'acqua, adottando tutti i metodi per fare il migliore uso possibile di questa risorsa.
Le alternative esistono e sono possibili. E' necessario attivarsi per un Contratto Mondiale sull'acqua, fondato su alcuni principi necessari ed indispensabili per una politica solidale dell'acqua a livello locale e mondiale.
L'acqua appartiene a tutti gli abitanti della Terra in comune.
In quanto fonte di vita insostituibile per l'ecosistema, l'acqua è un bene vitale che appartiene a tutti gli abitanti della Terra in comune. A nessuno, individualmente o come gruppo, è concesso il diritto di appropriarsene a titolo di proprietà privata.
L'acqua è patrimonio dell'umanità. La salute individuale e collettiva dipende da essa. L'agricoltura, l'industria e la vita domestica sono profondamente legate ad essa. Il suo carattere " insostituibile " significa che l'insieme di una comunità umana - ed ogni suo membro - deve avere il diritto di accesso all'acqua, e in particolare, all'acqua potabile, nella quantità e qualità necessarie indispensabili alla vita e alle attività economiche.
Il diritto all'acqua è un diritto inalienabile individuale e collettivo
L'acqua appartiene più all'economia dei beni comuni e della distribuzione della ricchezza che all'economia privata dell'accumulazione individuale ed altre forme di espropriazione della ricchezza. Mentre nel passato la condivisione dell'acqua è stata spesso una delle maggiori cause delle ineguaglianze sociali, la civilizzazione di oggi riconosce l'accesso all'acqua come un diritto fondamentale, inalienabile, individuale e collettivo. Il diritto all'acqua è una parte dell'etica di base di una buona società e di una buona economia.
L'acqua deve contribuire al rafforzamento della solidarietà fra i popoli, le comunità, i paesi, i generi, le generazioni.
Le risorse d'acqua sono distribuite in modo ineguale. Questo non significa che deve esserci anche ineguaglianza nell'accesso all'acqua fra le persone, le comunità e le regioni. Inoltre, l'ineguaglianza nella distribuzione dell'acqua e della ricchezza finanziaria non significa che le persone ricche d'acqua e ricche economicamente possano farne l'uso che vogliono, anche venderla (o comprarla) all'esterno per derivarne il massimo profitto. L'acqua è "res publica". La gestione dell'acqua, inoltre, è fondamentalmente un affare dei cittadini, una pratica di democrazia locale, nazionale, internazionale e mondiale.

Il 22 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dell'Acqua, proclamata nel 1993 dall'Assemblea delle Nazioni Unite per contribuire alla riflessione sull'importanza dell'acqua e sulla difesa di una gestione sostenibile di tale risorsa.
Sarteano 07/02/2010

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