SORELLA
ACQUA
(Dott. Marcello Palazzi)
Come preannunciato nel precedente numero, pubblichiamo una seconda parte
dell'articolo del dott. Marcello Palazzi sull'acqua, ricordando che il 22 Marzo
tutto il mondo ha celebrato la 'Giornata dell'acqua' , un elemento prezioso da
cui dipende la vita. La 'Giornata mondiale dell'acqua fu proclamata nel 1993
dalle Nazioni Unite.
II puntata
Le civiltà sono cadute quando sono venute a mancare le risorse d'acqua o queste
sono state malamente amministrate. I fiumi furono venerati dagli Egiziani, dai
Greci e dai Romani non meno che dai popoli primitivi: ritenuti apportatori di
prosperità furono spesso considerati antichissimi re delle regioni che
attraversavano. Erano presenti templi e sacerdoti di divinità fluviali; non
erano infrequenti giochi in loro onore o offerte di cavalli in Grecia (per es.
Achelao) come in Italia ( Clitunno, Numico).
" La scena di una donna o un gruppo di donne che si recano alla fontana,
portando i vasi necessari per attingere l'acqua, doveva essere una fra le più
comuni immagini di vita quotidiana lungo le strade di Atene" è un soggetto
spesso rappresentato dagli artigiani del kerameikos ateniese. L'acqua era
sentita come elemento di pertinenza femminile( vedi "L'acqua e le donna ad Atene
- Mario Iozzo L'ACQUA DEGLI DEI).
" La centralità dell'acqua ( la parola in etrusco probabilmente ti) nelle
manifestazioni del culto in Etruria come altrove, in quanto elemento di
purificazione o di libagione, non ha bisogno di essere dimostrata. Al di là del
suo uso nella pratica rituale, l'acqua in quanto elemento vitale, scaturigine,
sorgente o pozzo, è oggetto essa stessa di venerazione" Adriano Maggiani L'ACQUA
DEGLI DEI)
Quello che, al momento, va dimostrato è che una parte dell'acqua non è solvente
inerte, ma la sostanza essenziale dei processi biologici, essenziale quindi alla
vita. L'acqua è dunque la più importante risorsa naturale per la vita sulla
Terra, partecipa a tutte le trasformazioni materiali ed energetiche, e proprio
nell'acqua (Brodo Primordiale), si formarono le prime forme di vita sulla nostra
Terra. Essendo alla base dell'origine della vita questo l'ha resa indispensabile
per tutte le forme viventi sul nostro pianeta.
Ogni organismo vivente è costituito, infatti, in massima parte di acqua. Il
corpo umano ne contiene circa per il 65% del suo peso ed un uomo morrebbe in
breve tempo se perdesse il 12% dell'acqua presente nel proprio corpo. Un pollo
contiene acqua per il 74% per proprio peso, un pomodoro per il 95%. L'acqua ha
cominciato a plasmare la forma della terra dal momento stesso della sua
comparsa. La pioggia martella il terreno ed erode il suolo, le onde del mare si
riversano sulle coste, cesellando gli scogli e trasportando via la terra. I
fiumi formano le valli ed i delta alluvionali. I ghiacciai fendono le montagne e
solcano le valli. L'acqua non è limitata alle funzioni vitali di sostentamento
degli organismi e alla determinazione della morfologia terrestre: l'acqua è un
fattore chiave nel condizionamento climatico della Terra, per l'esistenza
dell'uomo e per lo sviluppo della civiltà.
L'ACQUA IN GENERALE
La storia dell'acqua sulla Terra, la sua struttura e le proprietà che la rendono
adatta a questo ruolo preminente costituiscono uno degli argomenti più
affascinanti non solo della fisica, ma anche della biochimica. Gli elementi che
ora troviamo sulla Terra erano presenti al momento della Creazione allo stato
atomico, ed è probabile che la maggior parte dell'acqua che ricopre il nostro
pianeta si sia formato improvvisamente, in una data epoca geologica, dalla
ossidazione di grandi masse di idrogeno gassoso. Mentre la massa fusa della
Terra lentamente solidificava, il nostro pianeta doveva essere circondato da una
nuvola impenetrabile di vapore acqueo. Con il raffreddamento dell'atmosfera il
vapore cominciò a condensare e a cadere sulla Terra infuocata per evaporare di
nuovo: processo che ha notevolmente accelerato il raffreddamento della
superficie terrestre. Quando la temperatura della crosta terrestre scese al di
sotto del suo punto di ebollizione, l'acqua cominciò a cadere sulla Terra
formando i mari e modificando continuamente l'aspetto del suolo. Ebbe così
inizio il grande ciclo dell'acqua che prosegue senza interruzione dal primo
diluvio.
Da quando, fra il VII-VI secolo a.C. Talete la identificò come la sostanza
primordiale da cui originano tutte le cose; ci vollero più di 2000 anni per
dimostrare che l'acqua non era la sostanza elementare, ma un composto
chimico-biologico.
L'acqua è una molecola molto semplice, composta di due atomi d'idrogeno ed uno
di ossigeno (H2O)
In natura attraverso tre stati fisici di aggregazione: liquido (acqua), solido
(ghiaccio) e gassoso (vapore), compie un ciclo continuo: sotto l'azione
dell'energia solare e del vento evapora nell'atmosfera dalla superficie delle
acque presenti (oceani, mari, fiumi, laghi e suolo) si trasforma in vapore
acqueo e, raggiunto il grado di saturazione, si condensa dando luogo a
precipitazioni meteoriche (neve, grandine, pioggia, brina e rugiada) che la
restituiscono alla terra; di essa parte resta in superficie andando nuovamente
ad alimentare le acque superficiali (fiumi, mari, laghi) e parte, attraverso
pori e spaccature delle rocce, scende in zone più o meno profonde dove,
arrestata dall'incontro di terreni impermeabili, scorre con leggi analoghe a
quelle delle acque superficiali, finché ritorna in superficie, per via naturale
(sorgenti) o per richiamo artificiale (pozzi e gallerie), da qui ricomincia il
ciclo.
Non tutta l'acqua che arriva al suolo ritorna in circolazione perché una certa
porzione reagisce chimicamente con altre sostanze e non ricompare come acqua
finché nuovi processi geochimici non la liberano dai minerali e dalle sostanze
con cui è combinata; la perdita è compensata dall'acqua di nuova formazione che
si origina nelle grandi profondità per combinazione di idrogeno ed ossigeno ad
alta temperatura (acqua giovanile). Nel compiersi di tutto il ciclo idrologico
l'acqua viene a contatto con sostanze solide (soprattutto sali), liquide e
gassose che in parte essa dissolve o porta in sospensione.
(per Sandra: si potrebbe chiudere questa puntata a questo punto. Secondo le
necessità di spazio però si può proseguire o tagliare prima)
L'ACQUA : CARATTERISTICHE CHIMICO-FISICHE
Per molto tempo l'acqua fu considerata come un elemento; Cavendich (1781) e
Lavoisier ( 1783) ne stabilirono per primi la composizione ed il metodo di
sintesi. L'acqua si forma per azione dell'idrogeno sui composti ossigenati(
ossido di rame ecc.), per combustione dell'idrogeno o di composti contenenti
idrogeno ecc; ma normalmente non si prepara mai per mezzo delle sue numerose
reazioni di sintesi, data la diffusione con cui si presenta in natura in tutti e
tre gli stati di aggregazione (solido, liquido e gassoso) che rappresentano
anche le varie fasi di un ciclo chiuso a cui l'acqua è sottoposta per azione del
calore solare.
L'acqua è una molecola molto semplice, composta di due atomi d'idrogeno ed uno
d'ossigeno(H2O). Ha una struttura a forma di V con una disposizione degli atomi
di tipo H\0/H.
Nelle normali condizioni di pressione e temperatura l'acqua si presenta sotto
forma di un liquido limpido, incolore, inodore, insapore, incolore in strato
sottile, ma che appare colorata in azzurro se osservata in spessore di qualche
metro, causa il suo potere assorbente verso le radiazioni complementari di
questo colore.
Le principali costanti fisiche dell'acqua sono:
Punto di fusione 0.00 °C
Punto d'ebollizione 100 °C
Peso specifico a 0 °C 0.999868 gr/cmc
Peso specifico a 4 °C 1.000000 gr/cmc (ragione per cui sotto le calotte polari
non c'è ghiaccio ma acqua liquida)
Peso specifico del ghiaccio a 0 °C 0.91168 gr/cmc (ragione per cui il ghiaccio
galleggia sull'acqua)
Temperatura critica 374 °C
Pressione critica 217.7 atm.
Conducibilità elettrica a 18 °C 3.8.10-8 ohm cm.
ACQUE NATURALI
La composizione chimica delle acque naturali dipende dalla natura dei terreni da
cui sgorgano o dove sono raccolte e fra i numerosissimi elementi chimici che
possono essere presenti oltre l'idrogeno e l'ossigeno sono: cloro, bromo,
carbonio, fosforo, azoto, boro, arsenico, sodio, potassio, litio, calcio,
stronzio, bario, magnesio, ferro, manganese, alluminio, silicio, zolfo, iodio,
argento.
Le più importanti caratteristiche chimiche e fisiche delle acque naturali dalle
quali dipendono poi il loro impiego, sono:
- Acidità( presenza di acidi disciolti),
- Durezza(presenza di sali di calcio e magnesio),
- Odore (deriva dai gas disciolti soprattutto l'idrogeno solforato-S-Albino),
- Residuo fisso o salinità (peso di sostanze contenute in un litro d'acqua),
- Sapore( secondo le sostanze disciolte può essere salata, dolce, acida ed
amara).
- Temperatura (dipende dalla condizione termica del suolo e dell'aria con cui
l'acqua è a contatto)
- Torbidità (prodotta da sostanze in sospensione come quelle argillose o
idrossidi di ferro).
APPROVVIGIONAMENTO IDRICO
L'uomo è sempre vissuto in stretta dipendenza con le fonti d'acqua: tutte le
civiltà hanno visto il suo nascere in aree dove questa risorsa vitale era
disponibile.
Le risorse d'acqua, sul nostro pianeta, sono costituite da oceani, mari interni,
calotte polari, ghiacciai, acque sotterranee, fiumi e laghi. L'intero volume
d'acqua presente sulla Terra è valutato in circa un miliardo e mezzi di
chilometri cubi. La maggior parte (97.5%) è sotto forma d'acqua salata e
costituisce gli oceani ed i mari; la restante, il 2.5 %, pari a circa 38 milioni
di chilometri cubi, è acqua dolce. Di quest'ultima il 68.9 % è costituita da
ghiacciai permanenti (calotte polari), il 29.9% è imprigionata nel sottosuolo,
lo 0.3 % è localizzata nei laghi e nei fiumi, pertanto l'acqua disponibile
corrisponde allo 0.008 % della totale e quindi circa un milione di chilometri
cubi. Inoltre a causa della sua irregolare distribuzione sulla superficie
terrestre, inversamente proporzionale ai bisogni ed al suo utilizzo sulla terra,
che s'intreccia con l'altrettanta irregolare distribuzione della popolazione
umana, ha una disponibilità locale estremamente variabile da zona a zona.
Le più importanti riserve sono rappresentate dai bacini del Siberia, i grandi
laghi del Nord America, i laghi Tanganica e Vittoria in Africa, i sistemi
fluviali più importanti come il Rio delle Amazzoni, il Gange, ed il Bramaputra,
la Congo, Orinoco: la loro localizzazione è spesso distante dai centri urbani ed
il costo oneroso per il suo trasporto rende quest'acqua inutilizzabile ed
incapace di soddisfare la domanda.
Il problema dell'approvvigionamento idrico è maggiore là dove l'incremento
demografico dimostra crescita esponenziale: Africa, Asia, America meridionale.
Si calcola che più di un miliardo di persone non ha acqua per uso domestico e
che un miliardo e 700 milioni di persone non possiede neppure il minimo dei
servizi igienico-sanitari. Forse ci siamo resi conto con gran ritardo che il
problema idrico può raggiungere dati preoccupanti, considerando che le risorse
idriche si sono ridotte del 40% nell'ultimo trentennio e che, quando la
popolazione mondiale raggiungerà gli 8 miliardi d'abitanti, tanti le stime ne
prevedono intorno al 2020, per un terzo di loro non sarà disponibile nemmeno un
litro. La carenza idrica comporta grevissimi problemi alle popolazioni. Essa è
uno dei primi responsabili della morte ogni anno di milioni di bambini ed è
anche una probabile causa di tensioni tra paesi che si trovano in aree a "
rischio" come alcune in Africa o nel Medio Oriente. Anche i fenomeni più recenti
, come il cambiamento climatico, avranno ripercussioni sulla disponibilità
idrica, causando diminuzioni delle precipitazioni nelle regioni aride, un
cambiamento di portata dei fiumi nelle regioni fredde con aumento di 2-3 volte
maggiore dell'attuale in inverno e diminuzione del 20-30% in primavera ed
estate.
Ormai è consolidato che l'approvvigionamento idrico assume importanza primaria
per l'umanità rappresentando un vincolo per lo sviluppo economico e la qualità
della vita.
L'uomo utilizza l'acqua per irrigazione agricola(73% del totale), per uso
industriale(21%) e, in maniera più limitata, per uso urbano o, in generale,
domestico(6%). Questa ripartizione varia ovviamente da un paese all'altro; nei
paesi più sviluppati ad esempio le attività industriali assorbono oltre il 40%
del totale dell'acqua utilizzata, mentre nei paesi poveri l'acqua serve
soprattutto per irrigare i campi. La richiesta complessiva è in continua
crescita. Una valutazione UNEP ritiene che vi sia un incremento progressivo
medio annuo di circa 6% per anno e che oggi siamo vicini ad una cifra
complessiva di 4000 chilometri cubi d'acqua utilizzata dall'uomo.
. Il rischio per l'approvvigionamento idrico è rappresentato da:
- mancato rinnovo
- rischio d'esaurimento
- perdita delle caratteristiche chimico-fisiche che rendono l'acqua
indispensabile alla vita.
Il legislatore si è fatto carico di questo rischio e nell'ultimo ventennio sono
state prodotte, anche se ancora solo in parte applicate, le norme a salvaguardia
di questa risorsa energetica. Il vecchio sistema normativo applicava il
principio della salubrità delle acque fondandosi sul giudizio di
"accettabilità", tratto da testi universitari di igiene; da questo siamo passati
ad una normativa moderna, che trova esecuzione con la normativa CCE 80/778 del
luglio 1980 ma recepita con decreto presidenziale della Repubblica 24 Maggio
1988 n. 236 e nella quale viene introdotta la definizione di " Acqua destinata
al consumo umano" che va a sostituire quella di "acque potabili". La definizione
è poi integrata dalla Direttiva della Comunità Europea n. 83 del 3 novembre
1998, dove oltre alla definizione del requisito di "qualità " si stabiliscono
gli standard qualitativi e si individuano le responsabilità.
Il controllo sulla conformità delle acque ai requisiti richiesti dalla direttiva
CCE 80/778 è affidato agli Stati membri. La direttiva contiene tre allegati nei
quali sono individuati 62 parametri suddivisi a loro volta in 6 categorie:
- organolettici
- chimico-fisici
- sostanze indesiderabili
- sostanze tossiche
- microbiologici
- la concentrazione minima richiesta per le acque sottoposte a trattamento di
addolcimento.
Le concentrazioni d'alcuni parametri sono date da V.G.( valori guida) a cui gli
Stati membri possono ispirarsi per fissare gli standard nazionali, per altri è
espressamente richiesta la concentrazione Massima Ammissibile(C.M.A) e la
concentrazione Minima Minima Richiesta(C.M.R.). Negli allegati sono inoltre
previste modalità e frequenze di campionamenti e analisi, nonché i metodi
analitici.
La scelta di utilizzare acque anche potenzialmente inquinate, per uso potabile,
è stata in parte dettata dalla domanda crescente; dall'altra la certezza data
dai tecnici che i sistemi di trattamento ( filtrazione e clorazione) fossero
sufficienti ad eliminare qualsiasi pericolo per la salute umana. Lo sviluppo
tecnologico e l'evoluzione scientifica dimostrano che qualsiasi trattamento di
potabilizzazione ha dei limiti: perché da questo possono nascere nuove forme
d'inquinamento, e poi perché non è eliminato sufficientemente il rischio
presente.
Il trattamento di disinfestazione, maggiormente utilizzato negli impianti di
distribuzione delle acque potabili, è quello fatto con composti clorati. Questa
procedura si è rivelata un utile strumento per ridurre la diffusione dei
patogeni nell'acqua da bere, tuttavia ha introdotto altri tipi di rischio, tra
cui quello tossicologico dovuto alla formazione di sottoprodotti (byproducts).
Questi elementi chimici possiedono spesso caratteristiche tossico-mutagene;
inoltre il trattamento a cloro si è dimostrato inattivo o inefficiente per
alcune specie microbiche.
Sempre più spesso negli ultimi anni si stanno evidenziando contaminazioni
microbiologiche non determinate da contatti con inquinanti principalmente
fecali, ma dalle condizioni delle reti di distribuzione. Il fenomeno è
riconducibile a:
- vivificazione e crescita di organismi che sono, seppure stressati, passati
attraverso la barriera della potabilizzazione;
- rilascio di microrganismi che hanno colonizzato il biofilm adeso alle
condutture.
POTABILITA' DELL'ACQUA
Per poter essere destinata agli usi alimentari e domestici un'acqua deve
rispondere a determinati requisiti di purezza oltre che a quelli organolettici,
chimici e fisici; così essa non deve contenere affatto o quasi batteri ed essere
in ogni modo priva di germi patogeni che la renderebbero facile veicolo di
malattie epidemiche sia batteriche sia parassitarie ( colera, tifo,
anchilistomiasi, teniasi ecc). Pertanto per giudicare della potabilità di
un'acqua occorre sottoporla ad analisi fisica, chimica, batterilogica,
organolettica; spesso anche procedere allo studio della natura e caratteristiche
del terreno ove l'acqua scorre. L'acqua potabile deve essere limpida, incolore,
di sapore gradevole( conferitole dai sali e dai gas disciolti), inodore, avere
temperatura né troppo bassa né troppo alta, e possibilmente costante ( tra i 6 e
i 14°C). L'esame chimico deve ricercare:
-sostanze organiche, sali ammoniacali, nitriti, nitrati, cloruri, fosfati ecc.,
che, se presenti, servono ad indicare la possibilità di contaminazione dovuta ad
infiltrazioni di rifiuti animali;
-sostanze minerali che, se presenti in quantità troppo grandi, possono rendere
l'acqua poco gradevole o poco adatta alle funzioni del ricambio;
-sostanze di per se stesse dannose.
I valori limiti ( da intendere in senso non assoluto) di solito assunti quale
criterio di potabilità di un'acqua sono i seguenti:
- Residuo fisso a 110°C 0.1-0.6 gr/litro
- Sostanze organiche (espresse come ossigeno per la loro ossidazione 0.0035
gr/litro
- Ammoniaca e nitriti assenti "
* Nitrati (N2O5) 0.004 "
* Cloro 0.002-0.035 "
* Acido solforico(SO3 ) 0.002-0.01 "
* Acido fosforico (P2O5) 0.003 "
* Ferro 0.0005 "
* Rapporto Ca : Mg 3 : 1
* Rapporto O2 : CO2 1 : 3
* Anidride carbonica 10-245 cm3/litro
* Ossigeno 3-8 "
* Azoto 7-17 "
L'esame batteriologico deve:
* stabilire il numero di batteri contenuti in un'acqua mediante conteggio in
terreno di cultura di gelatina e di agar;
* ricercare i microbi patogeni ( vibrione colerico, bacillo del tifo e del
paratifo, bacilli dissenterici);
* ricercare germi di per sé innocui ma indice d'inquinamento da parte di materie
fecali ( colibacillo, streptococco fecale, bacilli anaerebici sporigeni).
Anche per l'esame batteriologico non si hanno limiti assoluto ; di solito si
consigliano accettabili i seguenti:
* Numero totale delle colonie su gelatina per cm3 non oltre 500
di cui fondenti,cromogene, ifomicetiche per " non oltre 50
* Numero totale delle colonie su agar per " non oltre 50
* Colibacilli, tipo fecale per litro non oltre 50
* Streptococchi fecali per " non oltre 50
* Anaerobi sporigeni per " non oltre 50
* Assenza totale di microbi patogeni, di uova di vermi e di cisti protozoariche.
DEPURAZIONE E CORREZIONE DELLE ACQUE
Non sempre le acque a disposizione per uso potabile presentano tutti i necessari
requisiti richiesti per cui, prima di essere immesse nell'uso, devono essere
sottoposte a speciali trattamenti che ne migliorino le caratteristiche chimiche,
fisiche, organolettiche e che le rendano batteriologicamente pure. Tali
trattamenti, che si fanno generalmente in impianti centrali, comprendono
operazioni di chiarificazione, filtrazione, sterilizzazione e solo più raramente
operazioni tendenti ad eliminare l'eccessiva quantità di sali di ferro di calcio
o di magnesio e cattivi odori.
La chiarificazione è eseguita lasciando riposare l'acqua in grandi bacini di
sedimentazione; per accelerare la sedimentazione delle sostanze in sospensione
si possono aggiungere sostanze coagulanti (solfato d'alluminio, solfato ferroso
ecc.) la cui azione è dovuta al formarsi d'idrato di alluminio o di ferro ecc.
sotto forma gelatinosa, che si separano piuttosto rapidamente trascinando le
impurezze sospese.
La filtrazione si fa mediante passaggio dell'acqua attraverso letti di granuli
di sabbia o di carbone nei quali si depositano, durante il flusso dell'acqua, le
particelle di sostanze in sospensione.Queste formano una membrana melmosa che
facilitano l'arresto delle impurezze batteriche (fino al 99%). Per piccoli
quantitativi d'acqua si usano anche candele filtranti.
Raramente per le acque potabili si ricorre all'eliminazione dei sali di ferro e
di calcio e magnesio, cosa che si fa per lo più per le acque usate nelle
industrie.
La distruzione dei germi patogeni si può ottenere con mezzi chimici o fisici.
Nel primo caso si aggiungono all'acqua sostanze( ozono, cloro gassoso o composti
clorurati come gli ipocloriti ( "varechina", le clorammine ecc.) dotate d'azione
ossidante, capaci cioè di produrre ossigeno che distrugge le sostanze organiche
presenti e quindi anche gli eventuali microbi. L'uso d'ipoclorito di sodio e di
calcio in eccesso, anche piccolo, può dare all'acqua odore e sapore sgradevole:
si provvede allora alla declorazione dell'acqua mediante trattamento con carboni
attivi.
Per la sterilizzazione si impiegano oggi anche le proprietà antibiotiche di
metalli pesanti (argento, rame ecc.) Il mezzo fisico di sterilizzazione più
usato è l'ebollizione dell'acqua; ma questa ha l'inconveniente di eliminare i
gas disciolti ed intorbidire l'acqua per la precipitazione di carbonato di
calcio con conseguente alterazione del suo sapore e della sua digeribilità.
Si può anche sfruttare l'azione microbicida delle radiazioni ultraviolette
facendo passare l'acqua da depurare davanti a lampade a vapori di mercurio che
emanano una luce ricca di radiazioni ultraviolette, o immergendo queste lampade
nell'acqua.
ACQUE MINERALI
Non vi è accordo sulla definizione d'acque minerali:
Secondo alcuni sono tali quelle che hanno un residuo fisso superiore a 1 per
mille, secondo altri sono acque di sorgente che hanno, o si presume abbiano,
virtù terapeutiche sia che siano usate per bevande, sia per bagni. Una
classificazione chimica delle acque minerali italiane è quella di Marotta e
Sica, che prende come criterio sia la quantità di residuo fisso ( a 180°C), sia
la natura chimica dei sali in essa disciolti. In base al primo criterio le acque
si distinguono in:
* oligo-minerali (residuo fisso non superiore a 0.2 gr°/°°)
* medio- minerali (residuo fisso superiore a 0.2 e inferiore a 1 gr°/°° )
* minerali (residuo fisso superiore a 1 gr°/°°)
In base alla natura dei sali si distinguono in:
SALSE:
1) Salse
2) Salso-solfato-alcasline
3) Salso-solfato-alcalinoterrose
4) Salso-bromo-iodiche
5) Salso-iodiche-solfato-alcaline
6) Salso-iodiche-alcalinoterrose
SOLFUREE(la presenza d'idrogeno solforato conferisce a queste acque un
caratteristico, sgradevole odore d'uova marce):
1) Sofuree
2) Sulfuree-bicarbonato
3) Sulfuree-salse
4) Sulfuree-salso-bromo-iodiche
5) Sulfuree-salso-solfato-alcaline
6) Sulfuree-solfato-alcaline
ARSENICALI
1) Arsenicati
2) Arsenicali-ferriginose
BICARBONATE
1) Bicarbonato-alcaline
2) Bicarbonato-alcaline-bromo-iodiche
3) Bicarbonato-alcaline-terrose
4) Bicarbonato-solfato-alcaline
5) Bicarbonato-solfato-alcalinoterrose
SOLFATE
1) Sofato-alcaline
2) Solfato-alcalinoterrose
Le acque salse che contengono principalmente solfati di sodio e di magnesio con
cloruri vari si dicono amare per il loro sapore. Le acque bicarbonate che
contengono notevole quantità di sali di ferro ( sotto forma di bicarbonato)
prendono il nome particolare d'acque ferruginose perché spesso venendo all'aria
libera perdono anidride carbonica e lasciano precipitare ossidi di ferro, di
colore rosso. Si chiamano acque minerali artificiali, alcune imitazioni d'acque
minerali naturali ottenute sciogliendo in acqua pura i diversi sali in
proporzione simile a quella risultante dall'analisi della corrispondente acqua
minerale naturale e poi gassando: i sali di cui ci si serve possono anche essere
ottenuti evaporando acque minerali naturali.
La gassatura si ottiene aggiungendo un acido organico, normalmente il tartarico,
il quale forma tartrato di sodio e sposta l'anidride carbonica che si sviluppa
saturando il liquido cui conferisce sapore frizzante e gradevole (idrolitina).
L'INQUINAMENTO
L'acqua compie un ciclo importantissimo per l'intera biofera, nella quale
raccoglie sali e sostanze organiche, è assorbita dagli apparati radicali delle
piante, è portata per capillarità nei tessuti delle piante stesse e giunge poi
agli altri esseri viventi ed alla specie umana. Purtroppo, questo preziosissimo
componente delle vita sta subendo fenomeni di degradazione tali che la
salvaguardia della sua qualità è ormai un grave problema. A causare la
degradazione è soprattutto l'inquinamento da parte dell'uomo. Quando l'impatto
umano non raggiunge determinati livelli critici, le capacità di autodepurazione
dei fiumi, dei laghi, dei mari riescono a superare positivamente gli effetti
dell'impatto stesso; quando però la dimensione dell'impatto è tale da non poter
essere recuperata dal sistema, l'inquinamento diviene, purtroppo, una drammatica
realtà. L'inquinamento delle acque è esploso in conseguenza dell'aumento della
popolazione, della sua concentrazione urbana e della crescente produzione
industriale.
In acqua finiscono gli scarti, i rifiuti, le emissioni di tantissime attività
domestiche, agricole, industriali, artigianali. Attraverso i vari scarichi,
l'acqua riceve e trasporta quotidianamente liquami, sostanze eutrofizzanti (
nitrati e fosfati da concimi chimici e detersivi) prodotti chimici organici
(fitofarmaci, tensioattivi, oli minerali, idrocarburi), sostanza chimiche
inorganiche (sali, acidi, metalli tossici, solventi), sostanze radioattive (da
laboratori, industrie e reattori nucleari); essa è sottoposta ad incrementi di
temperatura dovuti alle acque utilizzate per raffreddamento d'impianti termici.
Tutto ciò provoca inquinamento di tipo chimico, con effetti che si ripercuotono
lungo le catene alimentari e con fenomeni di eutrofizzazione, inquinamento di
tipo fisico dovuto al calore delle particelle in sospensione, inquinamento di
tipo biologico, con diffusione di organismi patogeni quali batteri, virus,
parassiti vari e inquinamento di tipo radioattivo.
Le responsabilità non spettano soltanto all'industria e all'agricoltura: Tutti
quanti noi, sebbene in misura diversa, contribuiamo a questa triste e pericolosa
opera. Per limitarsi ad alcuni esempi si può ricordare che da attività di
lavanderie e tintorie sono immessi detersivi, tensioattivi, composti
organo-alogenati utilizzati come candeggianti, solventi e clorurati( quali la
trielina utilizzata come smacchiatore), da attività di distributori di benzina,
metalli tossici ( piombo, zinco, rame, nichel, cadmio), oli minerali ed
idrocarburi aromatici; dalle officine meccaniche, a causa delle operazioni di
verniciatura, cromo esavalente, piombo, cianuri, solventi clorurati ed anche qui
oli minerali, idrocarburi, acidi inorganici da laboratori fotografici, metalli,
ammoniaca, solfati, acidi. Persino la pioggia porta con sé, nei torrenti e nei
fiumi, metalli tossici ed idrocarburi raccolti durante lo scorrimento sulle
superfici stradali.
Per fortuna non siamo all'anno zero ed alcuni rimedi, anche se parziali e
insufficienti, hanno cominciato ad essere adottati come leggi e normative
tendenti a ridurre le quantità di prodotti inquinanti ed imporre l'obbligo di
costruzione d'impianti di depurazione.
L'ACQUA OGGI
Oggi un miliardo e cento milioni di persone, più o meno un sesto della
popolazione mondiale, non hanno accesso ad acqua sicura e 2 miliardi e 400
milioni, ossia il 40 per cento della popolazione del pianeta, non hanno impianti
igienici adeguati. Ogni giorno, circa 6.000 bambini muoiono per malattie causate
da acqua inquinata, da impianti sanitari e da livelli di igiene inadeguati: come
se 20 jumbo jet si schiantassero ogni giorno. Si stima che acqua non potabile e
impianti igienici inadeguati siano all'origine dell'80 % di tutte le malattie
presenti nel mondo in via di sviluppo. Donne e bambine tendono a soffrire
maggiormente a causa della mancanza d'impianti igienici. Lo sciacquone del
gabinetto in un paese occidentale impiega una quantità acqua equivalente a
quella che, nel mondo invia di sviluppo, una persona media impiega per lavare,
bere, pulire e cucinare nell'arco di un'intera giornata. Nel corso del secolo
scorso l'uso dell'acqua è aumentato del doppio rispetto al tasso di crescita
della popolazione. Il Medio Oriente, il Nord Africa e l'Asia meridionale
soffrono di carenze idriche croniche. Nei Paesi in via di sviluppo fino al 90 %
delle acque reflue è scaricato senza subire alcun genere di trattamento. Il
pompaggio intensivo delle acque sotterranee per ricavare acqua da bere e per
l'irrigazione ha fatto sì che in numerose regioni i livelli dell'acqua siano
diminuiti di decine di metri, costringendo le persone a bere acqua di qualità
scadente. Nei Paesi in via di sviluppo le perdite d'acqua causate da
dispersioni, allacci illegali e sprechi ammontano a circa il 50 % dell'acqua da
bere e al 60 % dell'acqua irrigua. Nel corso degli anni 90' le inondazioni hanno
interessato più del 75 % di tutte le persone colpite da disastri naturali,
causando più del 33 % del totale dei costi stimati per i disastri naturali.
IL BUSSINESS ACQUA
Il 35% dell'intera popolazione beve acqua imbottigliata, benché non sempre sia
di qualità superiore rispetto all'acqua del rubinetto. Oltre 30 miliardi di euro
sono stati fatturati a livello mondiale nel 2002 ed il business aumenta con
tassi del 10% annuo. Mentre negli anni settanta si imbottigliavano nel mondo
solo un miliardo di litri d'acqua, trenta anni più tardi i litri erano già 22.3
miliardi Il mercato a lungo formato da molti piccoli fornitori regionali, sta
subendo un processo di concentrazione. Con una quota mercato del 16% Neslè è il
numero uno mondiale, davanti a Danone e Coca Cola. Se 1.5 miliardi di persone
nei paesi del terzo mondo non possono accedere ad acqua potabile pulita, le
grandi multinazionali vedono in quel mercato una potenziale crescita enorme.
Nella società contemporanea, l'acqua, in sostanza, è diventato un prodotto:
dovrebbe perciò essere alla stregua di un manufatto che richiede manutenzione ed
investimento di capitali per l'espansione ed il miglioramento. Essa è anche un
capitale preso in prestito che deve essere restituito in condizioni tali da
poter essere riutilizzato. Se non ci si convince di questa verità, forze
veramente un giorno verrà a scarseggiare.
L'ACQUA NEL FUTURO
Per il futuro l'uomo ha molte possibilità di sfruttare le risorse idriche per la
risoluzione dei problemi relativi all'acqua. Molti enti locali e nazionali ed
organizzazioni internazionali quali la Food and Agricoltural Organization (FAO)
e la Word Health Organization (WHO) e la Word Mtereolgigal Organization(WMO)
sono attivamente impegnati in ricerche di idrologia che hanno come tema centrale
il ciclo idrologico. Già nel lontano 1965 l'UNESCO lanciò il programma del
Decennio Mondiale di idrogeologia cui aderirono più di 100 paesi. "E'
prevedibile che tra qualche anno le guerre non si combatteranno più per il
petrolio, ma per l'acqua. La mancanza di un'azione potrebbe danneggiare la Terra
in modo irreversibile, innescando una spirale crescente di fame, privazioni,
malattie e squallore". Queste allarmate parole sono di Kofi Annan, segretario
generale dell'Onu e risalgono a dodici anni fa. In questi dodici anni la
situazione, però, è già peggiorata e l'acqua è diventata tema di controversia
politica ed economica. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite in
considerazione che l'acqua si fa sempre più rara e per un suo migliore utilizzo
ed una migliore ripartizione ha proclamato l'anno 2003 "Anno internazionale
dell'acqua". Si riporta di seguito il messaggio del Segretario Generale delle
Nazioni Unite (2003)
L'Anno Internazionale dell'Acqua (2003), proclamato dall'Assemblea Generale
delle Nazioni Unite, giunge in un momento cruciale. Nel 2000, infatti, in
occasione del Vertice del Millennio, i leader mondiali concordarono di
dimezzare, entro il 2015, la percentuale di persone che non sono in grado di
raggiungere, o non possono permettersi, acqua potabile di provenienza sicura. E
in occasione del Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg
svoltosi lo scorso anno, è stato adottato un obiettivo abbinato: l'impegno a
dimezzare la percentuale di persone che non dispongono di un accesso agli
impianti fognari, sempre entro il 2015. Nel caso in cui non riuscissimo a
raggiungere questi obiettivi avremmo di fronte delle gravi conseguenze: la
persistenza e la diffusione di malattie mortali; danni ulteriori all'ambiente
globale; minacce alla sicurezza alimentare e alla stabilità stessa. E anche se i
problemi idrici sono più acuti nel mondo in via di sviluppo, le nazioni
industrializzate sono a propria volta a rischio. Il mondo ha bisogno di
accrescere la propria capacità di amministrazione delle risorse idriche. Abbiamo
bisogno di un'irrigazione più efficiente, di un'agricoltura e di un'industria
meno tossiche, e di nuovi investimenti nelle infrastrutture e nei servizi
idrici. E abbiamo bisogno di liberare le donne e le bambine da quel fardello
quotidiano che consiste nel coprire lunghe distanze alla ricerca di acqua -
tempo e sforzi che potrebbero essere meglio impiegati nell'educazione e nella
costruzione di esistenze migliori per loro stesse, per le loro famiglie e per le
loro comunità. L'Anno Internazionale dell'Acqua dovrebbe mobilitare il pianeta
dietro questi obiettivi creando consapevolezza, generando nuove idee e
strategie, e favorendo la partecipazione, la collaborazione e il dialogo
pacifico. Mettiamo in comune i nostri sforzi; utilizziamo le conoscenze e le
tecnologie a nostra disposizione; e facciamo del nostro meglio per tutelare le
preziose risorse d'acqua dolce del pianeta - la nostra ancora di salvezza per la
sopravvivenza e lo sviluppo sostenibile nel 21° secolo."( Kofi A. Annan)
"L'acqua è probabilmente l'unica risorsa naturale che interessa tutti gli
aspetti della civiltà umana; dallo sviluppo agricolo e industriale ai valori
culturali e religiosi radicati nella società." - (Koichiro Matsuura Direttore
Generale, UNESCO)
Se gli attuali modelli di consumo resteranno invariati, entro
L'anno 2025 due persone su tre sulla terra vivranno in condizioni di tensioni
idriche con moderate o gravi carenze d'acqua.
Sono stati fatti un certo numero di tentativi per modificare il naturale
svolgersi del ciclo idrologico, senza però sbilanciarne gli equilibri e
provocare gravi conseguenze. Questi tentativi potranno essere un giorno
utilmente impiegati su vasta scala per il bene dell'umanità.Vale qui la pena di
ricordarne alcuni:
-controllo delle precipitazioni
-l'eliminazione dell'evaporazione
-il rifornimento delle acque sotterranee.
-addolcimento delle acque salmastre.
E' possibile aumentare artificialmente la quantità dell'acqua di precipitazione
disperdendo tra le nuvole del materiale che provochi la cosiddetta "nucleazione",
o formazione di nuclei (condensazione, deposizione di ghiaccio o congelamento)
del vapore acque nell'atmosfera. La caduta di neve o di pioggia può essere
provocata dalla presenza di piccoli cristalli di ghiaccio in nuvole
sottoraffreddate (teoria di Wegener-Findeisen-Bergeron) o dalla presenza di
goccioline d'acqua relativamente grosse(processo di coalescenza). Certe nuvole
danno luogo a scarse precipitazioni o non ne danno affatto, perché mancano di
questi componenti. Si può ovviare a questa seminando artificialmente le nuvole
con ghiaccio secco o con ioduro d'argento per provocare la formazione di
cristalli di ghiaccio, oppure introducendo gocce d'acqua o grossi nuclei
igroscopici. Questa semina ha efficacia solamente in condizioni particolari di
rilievo orografico o quando sia fatta in zone temporalesche dove i nuclei non
siano sufficientemente numerosi da provocare la pioggia secondo il processo
naturale.
Sono attualmente allo studio progetti più ambiziosi con i quali si vogliono
eliminare i cicloni e disperdere l'enorme energia in essi concentrata, seminando
le nuvole o persino provocando delle esplosioni nucleari.
Su scala locale più ristretta, eliminazione dell'evaporazione e la
ricostituzione delle riserve d'acqua sotterranea si sono dimostrati metodi di
grande efficacia in molti casi. Si sono studiati vari metodi per eliminare
l'evaporazione e conservare le quantità d'acqua disponibili. La pratica corrente
consiste nel disperdere sulla superficie dell'acqua uno strato monomolecolare
che ostacoli la fuoriuscita delle molecole d'acqua, ritardando così
l'evaporazione. Nel 1952 questa idea trovò per la prima volta pratica
applicazione in alcuni bacini idrici dell'Australia. La riduzione
dell'evaporazione ottenibile con questo metodo può variare all'incirca dal 10 al
40% ed oltre, a seconda delle condizioni.
Vari sono i metodi della ricostituzione delle acque sotterranee. Il primo
metodo, in uso in California sin dal 1890, è quello della "diffusione dei
canali" mediante il quale si fa deviare l'acqua superficiale in eccesso in fossi
aperti in rocce permeabili sì da aumentarne la rapidità di infiltrazione. Questo
metodo, tuttavia, è stato per lo più rimpiazzato da quello detto della
"diffusione dei bacini". E' questo il sistema più efficace per la rigenerazione
delle riserve, dal momento che si presta ad una diffusione prolungata di grandi
quantità d'acqua. Nella contea di Los Angeles, in California, la velocità
d'infiltrazione combinata di una ventina di zone di diffusione è di circa 60.000
litri il secondo. Anche la ricarica per mezzo di pozzi ghiaiosi in disuso o
appositamente costruiti si è dimostrata efficace per progetti su scala limitata,
specialmente dove siano disponibili delle acque che non abbiano sedimenti in
sospensione o dove si abbiano rocce impermeabili in superficie.
"La condizione dei poveri del pianeta non potrà essere alleviata senza che venga
affrontata la qualità delle risorse di base dalle quali essi dipendono terra e
acqua. Il miglioramento dell'impiego dell'acqua è fondamentale per tutte le
altre dimensioni dello sviluppo sostenibile." - (Nitin Desai, Segretario
Generale del Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile)
Per spronare all'azione e guidare il cammino sono stati fissati numerosi
importanti obiettivi. I leader mondiali riunitisi in occasione del Vertice del
Millennio delle Nazioni Unite hanno concordato di dimezzare entro il 2015 la
percentuale di persone che non dispone di accesso all'acqua sicura da bere. In
occasione del Vertice di Johannesburg del 2002, inoltre, essi hanno riaffermato
tale impegno e aggiunto un ulteriore obiettivo, quello di dimezzare entro il
medesimo anno la percentuale di persone che non ha accesso agli impianti
igienici di base. Essi hanno inoltre concordato di sviluppare, a cominciare dal
2005, piani nazionali di gestione e rendimento idrici.( Il 22 marzo di ogni anno
si celebra la Giornata Mondiale dell'Acqua, proclamata nel 1993 dall'Assemblea
delle Nazioni Unite per contribuire alla riflessione sull'importanza dell'acqua
e sulla difesa di una gestione sostenibile di tale risorsa).
Raggiungere questi obiettivi rappresenta uno sforzo enorme,
che richiede risorse ingenti e un'azione coordinata, non soltanto da parte dei
governi ma anche da parte delle persone che fanno uso dell'acqua e di quanti
investono su questa risorsa preziosa, specialmente a livello nazionale. Le
iniziative necessarie comprendono:
-Modificare i comportamenti nell'impiego dell'acqua e per quanto riguarda
l'igiene;
-Mobilitare le risorse e la partecipazione delle comunità, in particolare dei
gruppi femminili;
-Stabilire degli obiettivi e dei piani nazionali per generare investimenti;
-Realizzare delle politiche e dei quadri normativi per la gestione delle acque
che prendano in considerazione tanto le esigenze della sanità pubblica quanto
quelle degli ecosistemi;
-Creare delle partnership fra le imprese private, i donatori bilaterali, le
agenzie per lo sviluppo, le banche, la società civile e le comunità locali.
Ci sono notizie incoraggianti. A Johannesburg, per esempio, sono state
annunciate da governi, agenzie internazionali e banche, da organizzazioni non
governative e dal settore privato più di venti iniziative di collaborazione
sull'acqua e sugli impianti igienici che impegneranno risorse superiori al
miliardo di dollari. Adesso è importante mantenere l'attuale slancio, in modo da
raggiungere gli obiettivi e fare uso migliore delle risorse idriche.
CONCLUSIONI
Concludendo si deve ricordare che nessuna attività produttiva o meno può
prescindere dall'uso dell'acqua: La stessa vita del pianeta è strettamente
collegata alla disponibilità d'acqua ed alle qualità della stessa: è questa la
grande e difficile scommessa del futuro del genere umano, che deve poter
sviluppare le sue necessità ma con grande rispetto per la Natura che lo
circonda. Si auspica pertanto che tutte le nazioni del mondo cooperino al fine
di studiare le acque della Terra, essendo ormai dimostrato che il progresso
delle condizioni di vita dell'uomo potrà dipendere dalla sua capacità di
risolvere i problemi connessi all'acqua, adottando tutti i metodi per fare il
migliore uso possibile di questa risorsa.
Le alternative esistono e sono possibili. E' necessario attivarsi per un
Contratto Mondiale sull'acqua, fondato su alcuni principi necessari ed
indispensabili per una politica solidale dell'acqua a livello locale e mondiale.
L'acqua appartiene a tutti gli abitanti della Terra in comune.
In quanto fonte di vita insostituibile per l'ecosistema, l'acqua è un bene
vitale che appartiene a tutti gli abitanti della Terra in comune. A nessuno,
individualmente o come gruppo, è concesso il diritto di appropriarsene a titolo
di proprietà privata.
L'acqua è patrimonio dell'umanità. La salute individuale e collettiva dipende da
essa. L'agricoltura, l'industria e la vita domestica sono profondamente legate
ad essa. Il suo carattere " insostituibile " significa che l'insieme di una
comunità umana - ed ogni suo membro - deve avere il diritto di accesso
all'acqua, e in particolare, all'acqua potabile, nella quantità e qualità
necessarie indispensabili alla vita e alle attività economiche.
Il diritto all'acqua è un diritto inalienabile individuale e collettivo
L'acqua appartiene più all'economia dei beni comuni e della distribuzione della
ricchezza che all'economia privata dell'accumulazione individuale ed altre forme
di espropriazione della ricchezza. Mentre nel passato la condivisione dell'acqua
è stata spesso una delle maggiori cause delle ineguaglianze sociali, la
civilizzazione di oggi riconosce l'accesso all'acqua come un diritto
fondamentale, inalienabile, individuale e collettivo. Il diritto all'acqua è una
parte dell'etica di base di una buona società e di una buona economia.
L'acqua deve contribuire al rafforzamento della solidarietà fra i popoli, le
comunità, i paesi, i generi, le generazioni.
Le risorse d'acqua sono distribuite in modo ineguale. Questo non significa che
deve esserci anche ineguaglianza nell'accesso all'acqua fra le persone, le
comunità e le regioni. Inoltre, l'ineguaglianza nella distribuzione dell'acqua e
della ricchezza finanziaria non significa che le persone ricche d'acqua e ricche
economicamente possano farne l'uso che vogliono, anche venderla (o comprarla)
all'esterno per derivarne il massimo profitto. L'acqua è "res publica". La
gestione dell'acqua, inoltre, è fondamentalmente un affare dei cittadini, una
pratica di democrazia locale, nazionale, internazionale e mondiale.
Il 22 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dell'Acqua, proclamata
nel 1993 dall'Assemblea delle Nazioni Unite per contribuire alla riflessione
sull'importanza dell'acqua e sulla difesa di una gestione sostenibile di tale
risorsa.
Sarteano 07/02/2010
marcello palazzi