IL
CONTRIBUTO DEI CATTOLICI AL RISORGIMENTO
(di Maria Romana De Gasperi - da Avvenire)
La posizione dei cattolici nei confronti del Risorgimento italiano, spente ormai
le antiche polemiche, è rimasto un argomento di studio e di riflessione. In
questo contesto e non per risollevare discussioni sul problema, mi piace far
riflettere qualche lettore su una pagine scritta a mano da mio padre sul tema.
Non ho in realtà riscontrato un diverso uso di queste pagine in altri scritti o
in uno dei suoi molteplici discorsi. E' questo il testo che potrebbe anche
diventare un buon argomento per una tesi di laurea.
" Mi pare difficile - scrive De Gasperi - parlare dei cattolici sic et
simpliciter. I cattolici, cioè coloro che credevano di interpretare le direttive
della Chiesa, nelle varie fasi del Risorgimento furono divisi, in Italia, come
altrove. Direi piuttosto contributo di cattolici. E qui comparirebbero i
neoguelfi, i cattolici liberali, i cattolici democratici. Nomi grossi, nomi
famosi. Tommaseo, Rosmini, Cesare Balbo, Cantù, Capponi, Manzoni., Gioberti ecc.
Sarebbe bene che si facesse una pubblicazione al riguardo, una specie di
antologia delle pagine più storicamente notevoli.
Inutile, anzi dannoso, ravvivare le polemiche antiche, ma dimostrare quanto di
cattolico, cioè di aderente ai nostri princìpi, ci fosse nei movimenti di
allora. Sarebbe giovevole, e vorrei dire doveroso, in confronto a certa
storiografia monopolista.
Se in questo sfondo si facesse campeggiare l'opera dei cattolici durante
l'ultima lotta per la libertà nazionale, saremmo sempre sullo stesso filone. E
se si ricordasse al mondo che da Torino si imbarcarono per il mondo intero i
Salesiani, che a Torino si sviluppò l'opera caritativa massima del
cattolicesimo, il Cottolengo. Se si facessero rivivere nell'immagine e nei libri
le opere di educazione, di assistenza, di riforma che costituiscono il
Risorgimento politico, ecco un meraviglioso contributo alla realtà storica del
nostro 0divenire nazionale. L'apostolato nelle comunità americane e in genere
nelle terre di missione è come l'espansione della nostra forza migratoria,
sviluppata dal movimento unitario, ed è sempre duplice: lavoro e cultura.
Avrei solo un consiglio da dare: questa impresa commemorativa dovrebbe essere
qualitativa. Scegliere il meglio e proiettare su alcuni punti fondamentali la
luce trionfale della verità ".
Il tema posto in questo modo tanti anni fa, potrebbe diventare interessante per
qualche studioso anche oggi che dimostriamo di essere così incerti sulle feste
da intraprendere per la ricorrenza della nostra Unità.