DIZIONARIETTO DIALETTALE
XLIX Puntata
(seguito lettera ‘p’ e lettera ‘q’)
proda===ciglio della strada
proferi'===offrire
propio===proprio
Provaccia===prova generale della Giostra del Saracino
proverbi dell’anno===Febbrario febbraretto - corto corto e maledetto; Marzo -
ogni baco va scalzo – la neve marzolina dura dalla sera alla mattina – durasse
la mala vicina quanto dura la neve marzolina; Aprile - dolce dormire - d’ogni
goccia un barile - non t’alleggerire; Maggio – di maggio non ti fidare – maggio
fresco e Giugno chiaro se vuoi il grano nel granaro – di giugno fa’ quel che ti
pare; Luglio e Agosto – moglie mia non ti conosco; chi dorme d’Agosto dorme a
suo costo; Settembre – l’uva è mezza e il fico pende; Ottobre – col sole e con
la paglia maturano le sorbe e la canaglia; Novembre e Dicembre – sotto l’acqua
la fame sotto la neve il pane (il celebre Artusi invece scrive: di Aprile non
t’alleggerire – di Maggio va’ adagio – di Giugno getta via lo cutticugno – ma
non lo impegnare – perché potrebbe abbisognare
proverbi e modi dire della zona====Chi lascia la strada vecchia pe’ la nova, sa
quel che lascia ma ‘un sa quel che trova;chi muore giace, chi resta si da pace;
chi ‘un risica ‘un rosica; il più pulito ci ha la rogna; se ‘un fa schioppo fa
pistola; chi si loda s’imbroda; chi ‘un mi vuole ‘un mi merita; chi ‘un piange
‘un puppa; comandare a bacchetta; come ‘l cacio su i maccheroni; ti conosco come
le mi’ tasche; conta’ come ‘l due di briscola; cosa fatta capo ha; dai, picchia
e mena; dalla padella nella brace; chi sta troppo in casa altrui diventa
forestiero in casa propria; da’ i numeri; di buzzo bono; avé la botte piena e la
moglie briaca; del senno di poi son pien le fosse; presto a letto presto fuor
dal letto mantien l’uom sano e perfetto; non sputare nel piatto dove mangi; la
vicinanza è mezza parentela; rivangare (tornere sopra a discorsi o fatti);
senz’acqua non si macina(i risultati si ottengono con i fatti, non con le
chiacchiere); moglie, vino e ronzino pigliali dal vicino; pan d’un giorno, vin
d’un anno; chi più dellq mamma ti vole fa’ o t’ha ingannato o ti vuole ingannà;
i piccoli ruscelli fanno fiumi; quel che vien di riffa raffa se ne va di buffa
baffa; i soldi ‘un ce l’ha chi li guadagna, ma chi li risparmia; ‘unn’è bona
mattina quando il gallo tace e canta la gallina (è un detto maschilista, cioè di
quando in casa l’ultima parola spettava all’uomo); ripiglià ‘l pìolo (cominciare
a stare meglio); co’ soldi si manda l’acqua all’insù (chi è ricco ottiene
tutto); darsi la zappa sui piedi; ogni bel gioco dura poco; chi più ne ha più ne
vorrebbe;fare come l’ova che più bollono e più s’assodano; piangere come una
vite tagliata; essere più noioso del mal di capo; fritta sarebbe bona anche la
sola delle scarpe; chi molto ha, poco da; quando la bestia starnuta il tempo
muta; assai vince chi non gioca; chi sa ‘l gioco non lo insegni; la pecora che
belò perse ‘l boccone; la querce non fa i limoni; il tempo bono non viene mai a
noia; chi vuol far roba esca di casa; anche la regina ha bisogno della vicina;
chi esca fuor da su’ mestiere fa la zuppa nel paniere; i quattrini mandano
l’acqua all’in su; mettere la casa in capo a qualcuno; con la legna raccolta da
giovane, ti scalderai da vecchio; fare come il cucùlo; ogni promessa è debito;
proverbi e detti meteorologici locali====se la nube vien da Siena, tutti i fossi
fan la piena, se la nube vien da Roma piglia i buoi e lavora; la montagna mette
il cappellaccio; se la montagna mette il cappello, vendi le capre e compra
l’ombrello, se la montagna mette le brache, vendi l’ombrello e compra le capre;
col vento di ponente, a caccia ‘un si fa gnente; Marzo matto; di Marzo ogni baco
va scalzo; la neve marzolina dura dalla sera alla mattina; durasse la mala
vicina quanto dura la neve marzolina; la pace fra la suocera e la nuora dura
quanto la neve marzaiola; Marzo è pazzerello, se esce ‘l sole piglia l’ombrello;
quarto aprilante quaranta dì durante; se d’ Aprile non matteggia, di Maggio si
pareggia; d’Aprile non t’alleggerire, di Maggio non di fidare, di Giugno fa’
quel che ti pare; d’Aprile ogni goccia un barile; il tempo rifatto di notte dura
quanto le pere cotte; quando sopra i Campacci c’è il travaglino, piglia ‘l
somaro a va al mulino; a tutti i venti piove ma a tramontana quando vuole; oggi
‘n c’è manco l’ora del pastore; di tutti i tempi si fa sera ma di Maggio a
malappéna; Giugno, la falce in pugno; acqua d’Agosto matura l’olio e ‘l mosto;
acqua e gelo non stanno in cielo; l’estate de’ Santi due passi indietro e uno
avanti, l’estate di San Martino dura due giorni e un pochinino; cielo a
pecorelle, acqua a catinelle; cerchio vicino acqua lontana, cerchio lontano
acqua vicina; quando di Novembre tona, l’annata ‘n viene bona; Santo Sano
all’inverno mette mano (1 Dicembre); se c’è la nebbia in Baccaciano, la pioggia
unn’è lontano; Santa Bibiana dura due mesi e ‘na settimana (2 Dicembre): unn’è
bella la Pasqua se ‘un bagna la frasca;quando s’annuvola sotto la brina, aspetta
l’acqua l’altra mattina; quanto tona, in qualche posto piove; vigna al nuvolo fa
poco vino; çol vento di ponente a caccia ‘un si fa gnente, col vento di levante
marzaiole tante; quando c’è la nebbia a Baccaciano la pioggia ‘unn’è lontano;
quando piove o tira vento chiudi l’uscio sta di dentro;
proverbi dell’anno===Chi vuole un bell’agliaio lo metta di Gennaio, chi non se
ne intende, lo metta di Dicembre; Febbraio febbraretto - corto corto e
maledetto; Aprile - dolce dormire - d’ogni goccia un barile – chi pone il cavolo
d’Aprile tutto l’anno se la ride -Maggio fresco e Giugno chiaro se vuoi il grano
nel granaro – ; Luglio e Agosto – moglie mia non ti conosco; Settembre – l’una è
mezza e il fico pende; Ottobre – col sole e con la paglia maturano le sorbe e la
canaglia; Novembre e Dicembre – sotto l’acqua la fame sotto la neve il pane (il
celebre Artusi invece scrive: – di Giugno getta via lo cutticugno – ma non lo
impegnare – perché potrebbe abbisognare; per i Santi, la semina mezza indietro e
mezza avanti
pugìno===fastidioso insetto simile a una piccola zanzàra
pruzzi===’tanto pruzzi che arrih!’ (= tanto suonargli un corno che il violino)
pula===polvere di grano, scarto della trebbiatura
pulenda===polenta
pulèsse'===puè essere
pulézze===rapini
pulléra===pigiatura dolorosa della pelle
puntàta===dolore di testa improvviso e lancinante
punt'e tacco larillallèra - punt'e tacco larillallà===antico ballo contadinesco
punto===niente
puntura'===fare iniezioni
pùppola===upupa
purnélla===susina
pussavìa===vattene (soprattutto rivolto ad animali)
pùzzola (acqua-)===acqua sulfurea;
pùzzola; formica rossa e nera
puzzolòso===puzzolente
quadrèllo===gioco dei ragazzini di una volta, consistente nel lanciare monete o
piastrelle in un punto stabilito. Vinceva chi andava più vicino a quel punto
Quadriga infernale===nome con il quale è conosciuta in tutto il mondo una tomba
delle Pianacce scoperta nel 2003, nell’altipiano di Sarteano, con un affresco
straordinario
qualchedùno===qualcuno
quando a nozze e quando a grilli===a volte si comporta da ricco e a volte da
povero
quando la mamma ha passo 'l poggiòlo, un si ricorda del su' figliolo (antico
modo di dire)
quando manca ‘l gatto, i topi ballano===se manca il padrone, le cose non vanno
bene come prima
Quarto===divisione del tempo in quindici minuti (es.: due e un quarto, due e 'treqquarti')
Quercia===roverella
questa è la balla e questa è la mostra===questa è l'ultima, 'un ce n'è più'
questo è l'occhio bello - questo 'l su' fratello - questo è 'l campanello - che
fa dindondà!===Tititera che si dice prendendo alla fine il naso del bambino e
smuovendolo in qua e in là
qui 'n ci piove===questo è certo
quìne===qui