PELLEGRINO
VERSO IL CIELO
(l’amico Santino Gallorini, autore del libro, ha pubblicato su un periodico di
Vitiano un riepilogo delle principali nuove notizie raccolte nel 2011.
Montepiesi riproduce l’articolo in quanto interessa i lettori. Anche a Sarteano
infatti, una delle cosiddette ‘Croci di Febo’ è tuttora ben conservata, e altre
4 Croci sono in parte riconoscibili e comunque sono note per la tradizione anche
scritta. Altre Croci ben conservate sono a Cetona e a Montallese, mentre la
Croce in prossimità dell’ex Dispensario di Chiusi aspetta ancora una più degna
collocazione e il restauro. Carlo Bologni)
Ultime novità su Baldassarre Audiberti
Un anno fa usciva la biografia di Baldassarre Audiberti, il celebre
Pellegrino-Penitente, morto e sepolto ad Ottavo il 7 luglio 1852 (Pellegrino
verso il Cielo – Edizioni Effigi). Sappiamo che fu considerato un santo dai suoi
contemporanei e che, probabilmente, solo motivi politici lo tennero lontano
dalla gloria degli altari.
Vorrei qui far conoscere ai lettori le novità che in questo anno si sono
aggiunte alle notizie contenute sul libro di Baldassarre.
Per prima cosa, occorre dire che l’uscita del libro ha creato un discreto
battage pubblicitario, sia nei canali tradizionali che in internet. Infatti, se
sono apparse recensioni in tanti giornali (Corriere della Sera – Firenze, La
Repubblica – Firenze, Toscana Oggi, Araldo di Volterra, Araldo Poliziano, La
Vita di Pistoia, La Nazione – Arezzo – Siena - Firenze, Corriere di Arezzo,
Corriere di Siena, Il Tirreno, L’Etruria, Montepiesi, Storie Locali ecc.) e ne
hanno dato notizia le TV locali, non dobbiamo dimenticare le tante presenze su
internet (social network, siti di librerie on-line ecc.). Questa pubblicità ha
fatto conoscere Baldassarre a molte altre persone e alcune di queste,
direttamente o indirettamente, mi hanno contattato, segnalandomi nuove croci o
nuove testimonianze. Altre persone, si sono rese conto di abitare accanto ad una
croce di Baldassarre e quindi si sono impegnate nel restauro. A volte sono stato
invitato a parlare di Baldassarre o alla ricollocazione di croci dopo il
restauro.
E così, se sono andato a parlare di Baldassarre a Quarrata (PT), Agliana (PT) o
Castiglion Fibocchi, sono stato presente anche alla ricollocazione della croce
di Signa (FI), dove presenziava la cerimonia il Cardinale Silvano Piovanelli,
arcivescovo emerito di Firenze. Sono stato invitato anche a Fabbrica di Peccioli
(PI), dove ho assistito ad una bellissima cerimonia che ha visto collaborare
assieme il Comune di Peccioli, la Soprintendenza di Pisa, la Diocesi di Volterra
e varie associazioni locali: una croce di Baldassarre, collocata nel 1841, è
stata magistralmente restaurata e ricollocata, di fronte a tante persone ed
autorità.
Mi hanno invitato anche a future iniziative, come quella che si dovrebbe tenere
verso la prossima Pasqua a Santa Maria a Monte (PI), per far conoscere
Baldassarre, l’innalzatore della croce di Piazza. Un’altra croce di Baldassarre,
collocata a Castel del Piano (GR) è attualmente in restauro.
In questo anno mi sono state segnalate molte altre croci di Baldassarre e fra
queste sono piuttosto numerose quelle del territorio di Agliana (PT).
Ma le segnalazioni che mi appaiono più significative, anche per capire meglio la
considerazione di cui godesse Baldassarre sia presso il popolo che tra gli
ambienti ecclesiastici, sono tre:
Reliquiario Teca con Veste di Baldassarre – Presso le Monache Clarisse
Cappuccine di Colle Val d’Elsa (SI) è conservato un reliquiario teca in legno,
rivestito esternamente con una carta beige e rossa a motivi vegetali. L'interno
è foderato da una carta arancione e da taffetas di seta rosa, delimitato nella
parte anteriore da quattro archi sostenuti da tre pilastrini, al fine di
mostrare l'abito di Baldassarre, contenuto all'interno del cofanetto. Le monache
si sono trasferite da poco a Colle, sostituendo i frati cappuccini: esse
provengono da Siena e probabilmente era là che veniva conservata come una
reliquia la veste dell’Audiberti.
Stampa con Baldassarre che innalza una croce - In una vecchia e polverosa
soffitta, nella zona di Pistoia, era conservata una inedita stampa. La
proprietaria ricordava che la propria nonna era stata testimone di alcuni
innalzamenti di croci effettuati negli anni Quaranta dell'Ottocento nella
periferia pistoiese. La stampa è datata 1841 e rappresenta quello che avvenne
mille e mille volte in tanti luoghi del Centro Italia: Baldassarre appare
inginocchiato e in adorazione della croce, ai suoi lati ci sono due sacerdoti,
poi vediamo i confratelli incappucciati di due Cofraternite ed i fedeli. La
scena rappresenta il momento in cui, dopo una processione, è stata innalzata una
croce e tutti pregano di fronte ad essa. Una scritta alla base dice: “BALDASSARE
AUDIBERTI NELL’ATTO DI ADORARE LA SS. CROCE E PROCISSIONE L’ANNO 1841”.
Plico con capelli di Baldassarre: Nella Lipsanotheca (luogo in cui vengono
conservate le reliquie dei maggiori Santi della Cristianità) della Cattedrale di
Arezzo è stato rinvenuto dal Maestro di Sacrestia, Can. Don Gianni Zanchi, un
piccolo plico in carta, con tre sigilli in ceralacca, dove appare l’insegna
vescovile. Su un lato c’è la scritta Ex capillis Blathassaris Audibert / Obiit
die julii 1852. Dunque, i capelli di Baldassarre sono stati conservati tra le
reliquie dei santi, seppur egli non sia stato proclamato neppure beato.
Questi tre reperti sono indubbiamente interessantissimi e ci dimostrano quale
fosse la devozione verso Baldassarre, sia nel popolo dei fedeli che nelle
gerarchie ecclesiastiche. Se a questi nuovi elementi aggiungiamo quelli già noti
(scarpe e pantaloni custoditi dai parroci di Cozzano, frammenti del vestito
conservati all’Archivio della Curia Vescovile di Arezzo, stampe custodite in
tante abitazioni della Toscana ecc.), il quadro si fa davvero interessante.
Vi è poi anche un’altra interessante notizia, segnalatami dall’amico Massimo
Guidi di Laiatico (PI): nel 1829 a Ponsacco (PI) stavano costruendo la nuova
chiesa parrocchiale, ma iniziò una dura lite tra parroco, popolazione e
deputazione incaricata di portare avanti i lavori. Pertanto, il sacro edificio
non vedeva mai la conclusione dei lavori e non si prevedeva una felice
soluzione. Alla fine, il parroco convinse popolazione e deputazione a recarsi
assieme da un Eremita che abitava in quei boschi. Si trattava di Baldassarre,
che già era molto stimato e venerato. Ci andarono e il Penitente riuscì a
pacificare tutti, facendo ripartire i lavori e portando all’edificazione
completa la chiesa di Ponsacco.
Comunque, la speranza è che, piano piano, aumenti l’attenzione verso il
Pellegrino-Penitente, in modo da riuscire a salvaguardare le sue croci
superstiti, promuovendo restauri e ricollocazioni. Credo che ancora ci siano in
giro per il Centro Italia, ulteriori testimonianze di Baldassarre, sia in
archivi pubblici che in abitazioni private. Così come ci saranno molte
testimonianze nei tanti archivi delle parrocchie che videro passare e ripassare
l’Audiberti nei loro territori, innalzando croci e dispensando tanto bene tra le
popolazioni. La ricerca continua.
Intanto il 12 gennaio u.s. 2012, il libro ‘Pellegrino verso il cielo’ che
tratteggia la figura di Baldassarre Audibert e censisce oltre cento croci da lui
piantate nella metà del 1800, ha vinto la XIII Edizione del Concorso Letterario
“Tagete 2011”, organizzato dall’Associazione degli Scrittori Aretini “Tagete”,
con il patrocinio del Comune di Arezzo, della Provincia, dell’Accademia
Petrarca, della Confcommercio, della Biblioteca e della Camera di Commercio ed
il contributo di Edison Bookstore e La Feltrinelli Point. Il Cardinale Comastri,
autore della prefazione, ha inviato subito le più vive congratulazioni
all’autore del libro, l’amico Santino Gallorini.