Il gioco
(Paolo Spigliati)
Riflessioni e analisi di chi si è sempre sentito libero da ogni desiderio di
gioco.
2° puntata
Per vari autori fra i quali cito Maers e Harlow, l’attività ludica vera diviene
tentativo di colonizzazione dello spazio-ambiente. La conquista dello spazio e
del tempo per esempio, si rivela chiaramente nel gioco del pallone: afferrare e
possedere il mondo nella sua rotondità dominandolo con le mani o, addirittura,
in altro gioco, prenderlo a calci. Tutti i pattini a rotelle o sul ghiaccio, il
nuoto, i tuffi, la danza, gli sci, la corsa, tutti questi ripeto hanno per
motore questa presa di possesso dello spazio. Posso affermare, con sicurezza,
che tutti gli esseri viventi hanno bisogno di questo movimento nello spazio per
tutta la loro vita e tale movimento è essenziale per lo sviluppo individuale e
sociale; anzi posso aggiungere che la disponibilità di attrezzi che favoriscano
le suindicate attività, può permettere un miglioramento ed una accelerazione del
processo, specie quando il gioco è movimento e trova la sua massima espressione
soprattutto nella danza, o nello sport agonistico.
Come impressione generale posso affermare che il tempo dedicato al gioco,
aumenta rapidamente e ad esso fa seguito la scoperta delle novità che diviene
dominante. Poi la frequenza del gioco diminuisce per alcuni mesi per ritrovare
successivamente periodi di attività ludica soprattutto allorché l’origine e la
consistenza di una nuova attività sia stata acquisita.
Varie scuole e vari studiosi ritengono di aver individuato il seguente schema
sulla utilità del gioco: 1) prima dei quattro mesi soltanto guardare; 2) dai
quattro ai sette mesi di vita conoscere, afferrare; 3) da otto a 12 mesi
gettare; 4) dai 12 ai 15 mesi inizia la scelta dell’oggetto ed il piccolo ama
raggiungerlo muovendosi carponi. 5) dai 18 mesi ai 2 anni prima osservazioni e
conoscenze sulla relazione fra causa ed effetto. All’età della prima
fanciullezza il desiderio dominante è correre, saltare, cimentarsi. Dopo tale
età il gioco diviene più complesso: il gioco delle costruzioni per esempio, il
disegno, la musica, la pittura, mentre la socializzazione diviene sempre più
marcata, supportata e confortata dallo svegliarsi della sessualità.
(segue)