AFFRESCHI PREISTORICI

Non finendo mai di ammirare gli spettacolari affreschi di 3000 anni fa della nostra Tomba della Quadriga – scoperta nel 2003 – ho ripensato a un’avventura che mi capitò nel 1958. In una ‘passeggiata’ in automobile con tre amici, arrivai fino a Gibilterra, e successivamente entrai in Portogallo a Jerez de la Frontera e, attraversato tutto il paese lusitano, andai a pregare a Fatima. Lì un frate ci avvicinò e ci fece capire che non era decoroso indossare calzoni corti… Rientrati in Spagna e, dopo aver visitato il Museo del Prado ammirammo fra gli altri le pitture del Greco, convinsi gli amici, un pò riluttanti, a dirigerci il giorno dopo verso le Grotte di Altamira che nei libri scolastici mi avevano impressionato per le ‘fughe di bisonti’ affrescati nel Paleolitico sulle rocce. Le strade non erano quelle di ora e, partiti di mattina presto, solo all’imbrunire avvistammo cartelli indicanti ‘cuevas preistoricas’. Pagato il biglietto d’ingresso, entrammo in una profonda caverna accompagnati da una guida… ma le fughe di bisonti non le vedemmo, anche se qua e là c’erano alcuni bisonti affrescati. Domandai allora alla guida, in uno spagnolo stentato: “para qui Altamira?” e la guida ci disse, quasi scandalizzato, “para qui Monte Castillo” e aggiunse delle parole dalle quali comprendemmo che gli affreschi di Monte Castillo risalivano a circa 100.000 anni fa mentre quelli di Altamira, a soli…14.000 anni!
Ci precipitammo verso l’uscita e raggiungemmo dopo alcuni km, le grotte di Altamira. Ormai erano chiuse. Invano tentammo i guardiani con una mancia. Ci dissero: magnana… Noi però eravamo a corto di soldi, e all’indomani dovevamo riprendere la via del ritorno.
E così non ho mai visto le grotte di Altamira, né mai le rivedrò perché, come ho letto l’8 Gennaio sulla stampa, sono state chiuse definitivamente nel 2002 al pubblico dopo un tentativo temporaneo di chiusura che durò dal 1978 al 1982.
Quelle ‘fughe’, definite ‘la Cappella Sistina dell’antichità’ e dichiarate ‘patrimonio dell’umanità’ minacciavano di deteriorarsi, malgrado tutti gli accorgimenti delle moderne tecniche, e sono ora chiuse al pubblico come le principali Tombe Etrusche di Chiusini.