DALLE
MEMORIE DEL CONTE CERRETANI
Un altro capitolo delle memorie del Conte Federico Cerretani, conservate dal
figlio Lando e fatteci avere dall’amico Flavio Venturini, riguarda una strana
antica manifestazione sarteanese che è probabilmente sconosciuta alla maggior
parte dei nostri lettori:
“…Oltre al Saracino, Sarteano aveva un’altra Giostra: la Giostra dell’Ariete.
Come ad Empoli anticamente vi era la Giostra dell’Asino, consistente nel far
scivolare – nel giorno del Corpus Domini – lungo una corda tesa dal campanile
della Cattedrale fino alla sottostante Piazza, un somaro con le ali dorate (il
che diede luogo a quei noti versi ‘o vivere studiando e farsi uomini/ o ad
Empoli volar per Corpus Domini), così a Sarteano si usava far scivolare, lungo
una corda tesa da campanile di San Francesco alle mura del Palazzo Podestarile,
nei tempi in cui non c’era la ‘Costa di piazza’ e nel paese si entrava solo
dalle tre Porte medievali”.
Federico Cerretani prosegue rifacendo la storia della nostra Giostra, così come
ci è stata tramandata e come è descritta nel libro che fu successivamente edito,
alla ripresa del 1982, dopo venti anni di sospensione.
Le memorie relative terminano con queste parole: “… Nel giorno del Saracino le
contese politiche scompaiono ed ognuno pensa per la vittoria dei colori della
propria Contrada. E’ una lotta guerriera che il popolo vive il 15 Agisti. E come
nei tempi passati l’Araldo invitava i cittadini a prepararsi per la difesa e la
lotta, così anche oggi l’Araldo al mattino del 15 Agoato invita ad alta voce il
popolo alla lotta e la sveglia è fetta al rullo dei tamburi. E come nei secoli
passati ci si preparava alla difesa del Castello e i cuori trepidavano nel
porgere il saluto e l’augurio al cavaliere che partiva per la battaglia, così
anche oggi i cuori battono nella speranza della vittoria, nel simbolo dei colori
della propria Contrada”.